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A Lari il teatro si fa in quattro al Festival Collinarea

A Lari il teatro si fa in quattro al Festival Collinarea

LARI. Proseguono gli appuntamenti della XVI edizione del Collinarea Festival. Apre la serata odierna, alle 19,15, al teatro di Lari Alice Conti con lo spettacolo “Chi ama brucia - Discorsi al...

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LARI. Proseguono gli appuntamenti della XVI edizione del Collinarea Festival.

Apre la serata odierna, alle 19,15, al teatro di Lari Alice Conti con lo spettacolo “Chi ama brucia - Discorsi al limite della frontiera”, vincitore di Anteprima 2014, concorso ideato e organizzato da Scenica Frammenti e promosso dal Comune di Ponsacco che punta a dare visibilità a giovani e promettenti compagnie della scena italiana. Con la regia e l'interpretazione di Alice Conti, che firma anche la drammaturgia insieme a Chiara Zingariello, e la produzione di Ortika produzioni. Lo spettacolo nasce da interviste realizzate nel Campo di Identificazione e di Espulsione (Cie) di Torino con lavoratori o prigionieri. Gli sguardi, i punti di vista sono diversi, ma entrambi di persone su cui la permanenza nel campo agisce, modificando il loro rapporto con l'esterno e la loro visione della realtà.

Alle 20,30, in piazza del Teatro a Lari, va in scena “Gramsci-Antonio detto Nino”, di Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno, con Fabrizio Saccomanno, realizzato con la collaborazione della Fondazione Gramsci di Roma, il carcere di Turi (Bari) e il Festival Collinarea. Lo spettacolo è incentrato sulla vita privata di Antonio Gramsci. È il ritratto che emerge dal suo epistolario privato. È il racconto della sofferenza di un uomo che, incarcerato per dieci anni, ha vissuto in una disperata solitudine. Si è spento nel dolore e nell'assenza delle persone che amava (la moglie Julka, e i figli Delio e Giuliano).

Alle 21,15, nel teatro di Lari “LeVieDelFool” presentano “Luna Park. Do you want a cracker?”, con l'intepretazione e la regia di Simone Perinelli, ultimo capitolo della Trilogia dell'Essere (Requiem For Pinocchio e R-Esistenza) in cui la compagnia indaga i meandri dell'esistenza, in particolare in questo spettacolo ispirandosi a Don Chisciotte, antieroe per eccellenza.

Chiude la serata, alle 22,15 al Castello, il secondo dei progetti di Scenica Frammenti che presentano “Mosche”, esito di un laboratorio teatrale rivolto a non professionisti, frutto di un lavoro sul territorio, che vede in scena venticinque bambini e adulti, condotto da Francesco Oliviero e Loris Seghizzi in collaborazione con Mohared Barone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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