Auto a folle velocità, falciata una gatta
Monta la protesta in via del Pesco a Montecalvoli. Un residente: «Al posto della mia micia poteva esserci una persona»
SANTA MARIA A MONTE. Auto che sfrecciano ad alta velocità. Cittadini che prima di uscire di casa osservano impauriti la strada. In tanti, infatti, più volte si sono presi un bello spavento vedendosi sfiorati dall’automobilista spericolato di turno. Sono esasperati gli abitanti di via del Pesco, a Montecalvoli. La paura si è trasformata in rabbia contro le istituzioni. E la polemica impazza. Soprattutto dopo l’ultimo, clamoroso, episodio accaduto a pochi metri dall’ingresso delle abitazioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Sono uscito per strada e ho trovato la mia gatta sdraiata sull’asfalto. Non si muoveva e vicino a lei c’erano delle chiazze di sangue. Ho capito subito che per lei non ci sarebbe stato nulla da fare». Per Fabrizio Trevisan la morte dell’animale non è solamente figlia della malasorte. Alla base c’è una pessima abitudine delle auto che transitano in via del Pesco. La stessa che da anni intimorisce i residenti. «Qui le vetture viaggiano a velocità esageratamente sostenuta. Il limite sarebbe di 50 orari, ma qualcuno riesce a toccare addirittura i 100. Non è possibile andare avanti così. Se al posto della mia gatta ci fosse stata una persona saremmo qui a parlare di una tragedia». «Basterebbe – prosegue Trevisan – installare dei dissuasori di velocità. Con due dossi posizionati sulla strada il nostro problema sarebbe risolto». Il grido di Fabrizio non è una lamentela isolata. Basta fare due chiacchiere con le altre persone che da anni risiedono in via del Pesco per capire la criticità della situazione. Prima di recarsi a lavoro una signora si avvicina a Fabrizio e insospettita chiede cosa sia successo alla sua compagna a quattro zampe. Una volta appreso dello spiacevole episodio la donna commenta: «Purtroppo non è una novità. Anche l’altro giorno ho rischiato di finire sul cofano di un’auto che è passata velocissima. Questa storia va avanti da troppo tempo». E i disagi non finiscono qui. Lo conferma il bollettino postale che Fabrizio Trevisan tiene tra le mani. In testa al foglio si legge “Consorzio bonifica padule di Fucecchio”. «Noi paghiamo il Consorzio per la pulizia degli argini a fianco delle nostre case ma l’erba continua a crescere. Non chiedo l’impossibile: solo che venga effettuato il servizio per il quale tutti noi diamo un contributo».
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