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Un paese capace di diventare marchio di fabbrica

Un paese capace di diventare marchio di fabbrica

LAJATICO. Il percorso decennale della scorsa amministrazione, spiega subito l'ex sindaco di Lajatico Fabio Tedeschi, «rappresenta solo il presupposto iniziale, l'idea di partenza. Sì, certo, c'era la...

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LAJATICO. Il percorso decennale della scorsa amministrazione, spiega subito l'ex sindaco di Lajatico Fabio Tedeschi, «rappresenta solo il presupposto iniziale, l'idea di partenza. Sì, certo, c'era la voglia di ripercorrere le cose fatte per il nostro paese in questo lungo periodo, ma in realtà, da subito, il libro è diventato qualcos'altro. Un documento che travalica l'impegno politico delle giunte che ho guidato per abbracciare uno scopo più ampio, più esaustivo, e quindi assai più importante: raccontare il passato di questo territorio, documentarne la ricchezza attraverso i secoli - la ricerca storica, curata da Michele Quirici, affonda le sue radici in testi risalenti al 1500 - ripercorrerne le vicende, i personaggi, i protagonisti. Primo tra tutti Andrea Bocelli: il volume ricostruisce la luminosa scia del “Teatro del Silenzio”, che accompagna Lajatico da almeno nove anni. Si parla quindi anche del presente. Per guardare al futuro». Sul palco, nella piazzetta di Lajatico, come di consueto illuminata ad arte, con fasci di luce colorata che sanno di teatro, al fianco di Tedeschi ci sono il nuovo primo cittadino Alessio Barbafieri e Michele Quirici di Tagete Edizioni, che ha appena stampato “Lajatico è 2004-2014”. Questo il titolo del volume a cui la presentazione, parte integrante degli eventi che fungono da preludio all'edizione 2014 del “Teatro del Silenzio”, è dedicata: «“Lajatico è”: una formula che il paese, ormai», ricorda Tedeschi, «conosce bene. È il suo marchio di fabbrica, l'abbiamo anche depositato». Compare infatti dappertutto: sulle tende dei tanti negozi che accendono il centro, sui prodotti che addobbano le loro coreografiche vetrine, sui manifesti pubblicitari, sulle tante immagini che anticipano le atmosfere del grande concerto che Andrea Bocelli, affiancato dalla leggendaria voce di Placido Domingo, terrà stasera. Muovendosi tra salti temporali che confrontano il passato con l'oggi («Uno dei paralleli che preferisco: l'accostamento dei lavatoi, le vecchie fonti a cui le donne, una volta, si recavano per lavare i panni, al nuovo fontanello dell'acqua potabile», spiega ancora l'ex sindaco), il libro cita documenti preziosi, tra cui «alcune lettere di Enrico Mayer, in cui si parlava della scuola di Lajatico come di “un'eccellenza del territorio”»; illustra, con testi e foto, due cinquantenari degni di nota: quello del Villaggio San Giovanni e quello dell'Unione Sportiva Lajatico; amalgama le tracce che, a Lajatico, hanno lasciato e continuano a lasciare artisti e intellettuali (oltre a Andrea Bocelli, celebre figlio di questa terra, Gillo Dorfles, Alberto Bartalini, Mario e Eva Mulas); mostra cartoline di una Lajatico d'altri tempi, tratte dalla collezione di Moreno Bertini; si arricchisce di un intervento che il geologo Luca Lupi dedica a Giuseppe Stefanini, illustre collega lajatichino. «E ospita una toccante poesia», spiega il sindaco Barbafieri, «che Andrea Bocelli ha dedicato al suo paese natio».

Andrea Lanini

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