Il Tirreno

Pontedera

L’Arpat indaga sui cattivi odori a Santa Croce

L’Arpat indaga sui cattivi odori a Santa Croce

L’Agenzia ha proposto la copertura delle vasche Tra le cause anche le sorgenti di acido solfidrico in zona

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE SULL’ARNO. A seguito delle numerose maleodoranze lamentate dalla cittadinanza, in questi ultimi anni, Arpat ha avviato un'indagine per indentificare la causa del disagio.

«Alla luce di quanto emerso e considerando la stagione estiva, con il conseguente innalzamento della temperatura che faciliterà l'insorgere dei fenomeni, è stata chiesta agli Enti competenti la pubblicazione di provvedimenti per ridurre le maleodoranze».

Arpat ha ribadito quanto aveva già proposto nel 2012 prescrivendo la copertura delle vasche (sono denominate Omo 1 ed Omo 2 ed hanno capacità di diecimila metri cubi ciascuna) , con «messa in depressione delle stesse e invio di tali emissioni ad idonei impianti di abbattimento, e contestualmente l'inserimento in testa all'arrivo della condotta industriale di specifico impianto per l'abbattimento di solfuri», si legge nel testo.

I primi accertamenti. Una prima indagine, sulla qualità dell'aria, fu condotta, anche a seguito di alcune criticità gestionali e strutturali rilevate al Consorzio Aquarno, nel periodo giugno 2012 - marzo 2013.

L'indagine 2012-2013 per quanto riguarda l'Acido solfidrico (H2S), sicuramente l'inquinante più caratterizzante per la zona, si evidenziarono criticità, con superamenti della soglia olfattiva di 7 ug/m3 verificate per il 37% del tempo di misura per la postazione di Castelfranco "Barnini" e per l'11% nella postazione di Santa Croce Cerri, con la conseguente probabilità dell'instaurarsi di condizioni favorevoli allo sviluppo di maleodoranze locali. Gli stessi valori massimi registrati risultarono molto elevati con 21 valori superiori a 100 ug/m3.

Prescrizioni al Consorzio Aquarno. A seguito di quanto rilevato nella campagna 2012-2013 di Arpat, la Provincia di Pisa, aveva prescritto (con determina n. 433/2013 de 28.1.2013 ) alcuni interventi nei confronti del Consorzio Aquarno che ha provveduto a potenziare la capacità di dissoluzione dell'ossigeno nelle due vasche di ossidazione solfuri e di preossidazione, e modificare le modalità di ingresso dei reflui nelle vasche di omogenizzazione. È ancora in corso la realizzazione di tre nuovi sedimentatori per ciascuna vasca.

Altre indagini. Nel periodo che va dal 24 luglio 2013 al 10 febbraio 2014 Arpat ha condotto due ulteriori indagini parallele seguite da due diversi settori; il "Centro Regionale per la Tutela della Qualità dell'Aria" dell'Area Vasta Costa ed il settore "Modellistica previsionale" dell'Area Vasta Centro.

L'acido solfidrico (H2S) risulta l'inquinante rilevato che mostra più criticità con superamenti della soglia olfattiva di 7 ug/m3 che si sono verificate per il 6,4% del tempo di misura, correlabili a probabile formazione di maleodoranze locali; sono stati inoltre registrati 28 valori superiori a 50 ug/m3, di cui 10 superiori a 100 ug/m3.

Il settore Modellistica Previsionale dell'Area Vasta Centro di Arpat ha, invece, effettuato un'analisi sulla campagna di misura della qualità dell'aria focalizzando l'attenzione sull'acido solfidrico (H2S), per capire se era possibile, incrociando i dati di qualità dell'aria raccolti con quelli meteorologicii, individuare la fonte delle maleodoranze.

Le cause. In sintesi è emersa la presenza di una o più sorgenti di acido solfidrico, collocate a nord rispetto alla posizione in cui sono stati effettuati i rilevamenti: è apparso plausibile che tali sorgenti abbiano determinato in qualche caso concentrazioni in aria ambiente estreme, ovvero episodi acuti caratterizzati da valori molto superiori alla media.

In particolare l'impianto a Nnw più vicino, ma anche l'unico in tale direzione, è il depuratore Aquarno. Il valore elevato della media, dell'H2S con vento Nne, ha suggerito anche un contributo da parte dell'area produttiva che si estende tra Fucecchio e Ponte a Cappiano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera