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Macchine in moto, in arrivo 15 posti di lavoro

Macchine in moto, in arrivo 15 posti di lavoro

Parte la produzione del nuovo capannone della Superior dopo le lungaggini burocratiche per gli allacci

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Lunedì saranno messi in moto i macchinari del nuovo capannone della Superior, la conceria di Santa Croce sull’Arno, i cui esponenti avevano denunciato le lungaggini burocratiche necessarie per gli allacci dell’energia elettrica e gas metano. Tempi lunghi che impedivano di assumere circa 20 persone e di rispondere a commesse già commissionate da alcuni grandi marchi della moda internazionale. Invece, con l’ultimazione dei lavori prevista per questi giorni, lunedì sarà dato il via alla produzione e si comincerà anche a parlare dei nuovi posti di lavoro.

La vicenda era stata raccontata dai vertici della Superior al Tirreno il 26 giugno. A distanza di due settimane siamo arrivati alla fine di questo iter che, per la conceria in questione, è stato estenuante. «Avvieremo la produzione – spiegano dall’azienda – e inseriremo il personale già assunto. Complessivamente saranno impiegate circa 35 persone in questo nuovo capannone, di cui circa la metà è stata già assunte». Ne restano da prendere circa 20. Ma l’esattezza delle forze ancora necessarie arriverà nelle prossime settimane, quando saranno calcolati i carichi di lavoro e lo sviluppo che questo nuovo capannone potrà dare all’azienda conciaria nel corso del tempo.

La prospettiva è quella d’incrementare la produzione del 30% puntando dritto alla quota di 70 milioni di fatturato per il 2014, dopo che il 2013 è stato chiuso con un +6,75%: 58 milioni complessivi. Numeri importanti per una conceria in cui lavorano oltre 100 persone. L’investimento nel nuovo capannone è stato di 2,5 milioni di euro, dopo che, però, nel corso degli ultimi tempi, sono stati spesi circa due milioni all’anno per il rinnovo dei vari elementi che compongono la produzione.

Lieto fine, dunque, per una vicenda che aveva stupito molti addetti ai lavori. Come già spiegato, non si è trattato di addetti delle società di gestione dei servizi che hanno ritardato i tempo. Superior si è trovata davanti a prassi burocratiche infinite che non si sposano per niente con le necessità delle aziende.

«Per fortuna si conclude una vicenda abbastanza paradossale per i tempi che corrono – ha detto Loris Mainardi, della Cgil – Spesso sentiamo imprenditori, anche molto famoso in Italia e nel mondo, che promettono piani d’investimento da svariati miliardi. Ma alla fine, di tutti questi soldi non se ne vede nemmeno l’ombra. Qui, invece, siamo di fronte ad aziende che, senza proclami, investono sul territorio, senza delocalizzare, creando lavoro e prospettive. Ecco, credo che dovrebbero essere sostenute queste ultime e non le prime». (a.q.)

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