«Fuga di notizie su quei terreni ora di Unicoop»
CASCINA. I consiglieri comunali Michele Parrini, Marcello Biasci, Mario Biaschi, Rosario Mirabile e Massimo Tonelli, che rappresentano una buona parte della minoranza, escluse Forza Italia e Lega...
CASCINA. I consiglieri comunali Michele Parrini, Marcello Biasci, Mario Biaschi, Rosario Mirabile e Massimo Tonelli, che rappresentano una buona parte della minoranza, escluse Forza Italia e Lega Nord, hanno presentato - ieri mattina - una mozione urgente, ai sensi dell’articolo 53 comma 17 del regolamento del consiglio comunale, per chiedere l’annullamento della deliberazione del consiglio comunale del 27 marzo 2014 che ha per oggetto la “Variante parziale al piano strutturale per l’adeguamento e la redistribuzione dell’attuale dimensionamento di previsione e successiva azione”, in quanto ritengono che ci sia stata una presunta divulgazione da parte di ignoti di notizie riservate a favore e a vantaggio di soggetti privati.
In soldoni si parla dell’ampliamento dell’area commerciale di Navacchio, in particolare di quei terreni che dovevano in teoria essere destinati ad Ikea nel caso fosse saltata la soluzione su Pisa, e che sono stati acquistati in gran parte da Unicoop. Vaste aree che per lo più erano di proprietà di società in qualche modo riconducibili alla famiglia dell’imprenditore Roberto Cerri, ex consigliere comunale di Forza Italia.
«Crediamo fermamente che, quando un soggetto, sia esso un ente che un privato, riesce a ricavare e quindi a disporre di significative possibilità economiche anche grazie ad una politica di sviluppo che lo ha avvantaggiato, ci si possa aspettare una controparte per la comunità in cui si è radicati, con investimenti di ritorno sul territorio stesso». I consiglieri denunciano che tra il 7 marzo 2011 e l’8 novembre 2013, quindi prima dell’adozione della variante del marzo scorso, Unicoop Firenze ha acquistato circa 64mila metri quadrati di terreno che rientravano in aree rilevanti dal punto di vista ambientale e in parte in aree per parcheggi a un prezzo di oltre 4 milioni di euro a fronte di un valore stimato di poco inferiore a centomila. «In pratica per una cifra – scrivono nella mozione – che è molto più alta del suo valore di mercato. Le ragioni strategiche di queste azioni, se riferite ad un terreno agricolo e con diversi vincoli di natura ambientale e di viabilità, non sono così evidenti». Le minoranze chiedono quindi conto di questa operazione. «Si può pensare che ci sia chi investe cifre così importanti al buio, senza avere la certezza del risultato positivo?».
Inoltre, sempre secondo i consiglieri, neppure uno degli atti di compravendita è stato sottoposto alla cosiddetta “intervenuta verifica dell’evento dedotto sotto condizione”. In altre parole non è stato verificato che il terreno oggetto di acquisto potesse essere trasformato da agricolo in edificabile. I dubbi sulla variante, secondo le opposizioni, stanno a Navacchio, nell’area industriale. La domanda è semplice: perché quei terreni agricoli sono stati pagati a un prezzo più alto, come se già fossero edificabili?(s.c.)
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