Il presidio
Dal liutaio senza una sede alla lavanderia trasferita
PONTEDERA. Il caso più curioso? Riguarda Emiliano Nencioni un liutaio di 35 anni che abita a Laiano, nel Comune di Cascina. Emiliano non ha un negozio e la sede della sua attività coincide con il...
PONTEDERA. Il caso più curioso? Riguarda Emiliano Nencioni un liutaio di 35 anni che abita a Laiano, nel Comune di Cascina.
Emiliano non ha un negozio e la sede della sua attività coincide con il domicilio dove paga già regolarmente il canone da oltre cento euro come privato cittadino. Nonostante tutto, la scorsa settimana si è ritrovato nella cassetta della posta anche il bollettino da 407 euro per canone speciale.
«Mi pare abbastanza assurdo - dice - visto che non solo non ho una tv né un pc ma neanche una sede lavorativa. Sono io a spostarmi a seconda delle esigenze dei miei clienti. Visto che ho la partita Iva da oltre otto anni pensavo che problemi del genere mi fossero risparmiati ma era una pura illusione. Mi pare scontato che non verserò neanche un centesimo. Mi sono già rivolto alle associazioni di categoria».
C'è anche chi venticinque anni fa si è spostato da un fondo commerciale per allargarsi e la scorsa settimana ha trovato la lettera di Mamma Rai sia nella cassetta della posta dove lavora tutti i giorni che in quella che non apre da un quarto di secolo.
«Sembra assurdo ma è accaduto davvero - spiega Andrea Scarsi dalla lavanderia Ecorapid a Cascina - nonostante il vecchio fondo sia ormai occupato da tempo da un avvocato e nel mio negozio non ci sia né un televisore né un computer. Qualche volta le ragazze che stirano passano il tempo con un lettore Mp3 nelle orecchie ma non credo che per questo si debba pagare il canone alla Rai. Da viale Mazzini non hanno guardato in faccia a nessuno, spediscono bollettini da 400 euro quando noi commercianti ci scervelliamo per risparmiare. Non più di qualche settimana fa ho sostituito tutte le lampadine con luci a led per cercare di salvare qualche euro dalla bolletta della luce. Qui ci vogliono far chiudere».
Saldano e tagliano le longherine tutto il giorno senza sosta. Insomma di tempo per guardare la televisione ne hanno davvero poco.
«Siamo tutto il giorno a costruire cancelli, ringhiere e portoni in ferr - dicono dalla Arteferro di Cascina - e l'unico computer che abbiamo ci serve per emettere le fatture e stampare i preventivi. Ma il bollettino da quattrocento euro è arrivato lo stesso, abbiamo provato a telefonare risponde la classica voce registrata. Noi la televisione la guardiamo la sera casa nostra, quando non siamo troppo stanchi dopo una giornata di lavoro e ce ne andiamo a letto».
R.B.
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