Il Tirreno

Pontedera

Si assegnano i premi per i migliori “rossi” della provincia di Pisa

di Cristiano Marcacci
Si assegnano i premi per i migliori “rossi” della provincia di Pisa

Al ristorante “Castero” viene svelata la classifica del concorso che ha visto protagoniste oltre 20 aziende

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PONTEDERA. Si apre il sipario sull’atto finale del “Festival del Chianti delle colline pisane”, organizzato dal nostro giornale con il supporto dell’enogastronomo Enrico Bimbi e il sostegno de “La Cittadella Caffè”. Stasera, al ristorante “Castero” di Lavaiano, dove da giorni è stato registrato il tutto esaurito di prenotazioni, avrà luogo il Gran Galà durante il quale saranno ufficializzati i risultati del concorso del “Gran Premio del Chianti pisano” e si procederà alla premiazione delle aziende agricole e dei relativi vini selezionati con il “Fiasco di diamante”, il “Fiasco d’oro” e il “Fiasco d’argento”. Con oggi concludiamo la rassegna di presentazione delle aziende partecipanti al concorso.

Fattoria Varramista. Da Montopoli Valdarno ecco il “Monsonaccio 2010”, composto per l’85% da Sangiovese, per l’8% da Merlot e per il 7% da Sirah. Si caratterizza per la freschezza dei profumi e per la vivacità propria del Sangiovese.

Gli Archi. Sul versante del comune di Fauglia si è schierata al via del “Gran Premio” l’azienda agricola “Gli Archi” con il Chianti Docg “Serchiaio”, che si presenta con un intenso rubino con riflessi tendenti al viola pieno. Al naso ha un bel bouquet di frutta rossa, con note floreali che ricordano fiori rossi. In bocca ha un ottimo ingresso ed un centro bocca dove il connubio tra la fruttuosità e la florealità crea un buon equilibrio e dimostra freschezza anche nel palato.

Badia di Morrona. Tra le numerose aziende di Terricciola “Badia di Morrona” è in gara con “I Sodi del Paretaio”, rosso rubino d’intensità media, buona freschezza al naso con spiccate note floreali e fruttate. Al palato risulta un vino piacevole e versatile con un’acidità equilibrata ed un tannino morbido e maturo.

Vallorsi. Sempre dal comune di Terricciola c’è il Chianti Superiore dell’azienda agricola “Vallorsi”, con uvaggio di Sangiovese, Canaiolo e Malvasia. Colore rosso rubino acceso e gusto vellutato e fresco.

Podere La Chiesa. Ancora Terricciola. La società agricola “Podere La Chiesa” presenta il “Terre di Casanova”, nato dall’esigenza di creare un Chianti diverso dal solito e quindi di realizzare un prodotto che si contraddistingue per freschezza e bevibilità pur mantenendo l’assoluta coerenza con il territorio. Nasce da uve Sangiovese provenienti da vigneti posti sui terreni argilloso-calcarei ricchi di sedimenti marini, con esposizione sud-est.

Sorelle Palazzi. Due i vini con cui partecipa al concorso l’azienda “Sorelle Palazzi” del comune di Terricciola. Il primo è il Chianti Colline Pisane Docg “Podere il Ceno”, con un profumo intenso di frutta rossa matura in cui l’amarasca predomina su tutto, mentre il secondo è il Chianti Superiore Docg “La casina di Badia”, contraddistinto da un affinamento di 12 mesi in botti grandi di rovere e di 12 mesi in tino. Per gli abbinamenti, è adattissimo agli antipasti di terra, alle carni alla griglia e alla cacciagione.

Agrisole. Un salto nel territorio di San Miniato, dove troviamo il Chianti dell’Agrisole, per l’80% Sangiovese, per il 10% Colorino e per il restante 10% Canaiolo. È un vino dal colore rosso rubino intenso, con al naso note fruttate di ciliegia, lampone e more. In bocca appare di ottima struttura con tannini succosi.

Fattoria Campigiana. Sempre da San Miniato tra i concorrenti del “Gran Premio” c’è la Fattoria Campigiana. Il Chianti in questione ha 13 gradi alcolici. Le uve, raccolte nella seconda metà di settembre, sono diraspate e pigiate; ne segue la fermentazione in vasche di cemento ad una temperatura di 30-32 gradi per 15 giorni. Il vino viene quindi affinato per almeno sei mesi durante i quali il vino svolge la cosiddetta “fermentazione malolattica”.

Fattoria di San Quintino. Ancora San Miniato. San Quintino produce il proprio Chianti con uve di Sangiovese e Canaiolo. La fermentazione alcolica è a 28-30 gradi in acciaio inox, mentre per l’affinamento e l’invecchiamento ci sono sei mesi in bottiglia. L’abbinamento è quello classico, coi piatti tradizionali della cucina toscana (arrosti, formaggi semi stagionati e pietanze a base di pomodoro).

Fattoria Fibbiano. Tornando a Terricciola, la Fattoria Fibbiano mette in tavola il proprio Chianti Superiore “Casalini”. L’affinamento coincide con la sosta del vino per otto mesi in botti di rovere di Slavonia, dove svolge la fermentazione malolattica, e successivamente per circa tre mesi in bottiglia.

Pieve de’ Pitti. Prima etichetta entrata in produzione, il Chianti Superiore Docg “Cerretello” prende il nome da uno dei poderi dell’azienda. Prodotto con uve Sangiovese, Canaiolo e Malvasia Nera provenienti da vigneti di 30 anni, ripropone con orgoglio lo stile austero e il gusto un po’ ruvido del Chianti toscano.

Castellani. La notissima azienda vitivinicola con sede in diverse realtà della Valdera si è presentata alla grande al “Festival del Chianti”. Lo ha fatto con tre diversi vini, di altrettante tenute: il Chianti Superiore “Poggio al Casone”, nel comune di Crespina, il Chianti Superiore “Tenuta di Burchino”, nel comune di Terricciola, e il Chianti Ceppaiano, dell’omonima tenuta.

Pietro Beconcini. L’azienda sanminiatese non poteva mancare al “Festival del Chianti”. Il Chianti Riserva “Pietro Beconcini” fa parte di un progetto basato essenzialmente sulla tradizione, la strada maestra seguita fin dall’inizio. Negli anni in cui è avvenuto il prepotente ingresso dei vitigni internazionali in Toscana, si è scelto di coltivare solo uve autoctone e di selezionarle in proprio su vecchi vigneti a San Miniato.

Fattoria Montellori. Questo Chianti Superiore arriva da Fucecchio. È il cru dell’azienda che nasce dalle uve di San Miniato, caratterizzato da una minore resa per ettaro e da un diverso affinamento del vino.

Casanova della Spinetta. Nel comune di Terricciola i Rivetti producono vini lavorando con tre diverse varietà autoctone: Sangiovese, Colorino e Vermentino. I vini più prestigiosi sono i cru: Sezzana e Sassontino. L’iscrizione al concorso è con il Chianti Riserva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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