Il Tirreno

Pontedera

Dal primo luglio via ai lavori per il liceo unico

di Giacomo Pelfer
Dal primo luglio via ai lavori per il liceo unico

Il Falchi passa da Montopoli a S. Donato per unirsi al Marconi Spazi stretti per gli studenti e la rinuncia all’aula magna

3 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI VALDARNO. Almeno per un anno gli studenti del Marconi dovranno stringersi un po’, nella speranza magari di ottenere qualche metro quadro in più per l’anno successivo. La prossima settimana, infatti, cominceranno i lavori per la realizzazione del liceo unico del Valdarno, come confermato dal preside Sandro Scapellato nonostante la carenza di spazi che ha messo in allarme tutti, a cominciare dalle famiglie degli studenti del liceo Falchi che avevano sostenuto le ragioni del trasferimento da Montopoli a San Donato, e adesso scoprono che lo spazio per tutti scarseggia. E allora via alla rivoluzione tra le stanze del liceo Marconi, costretto a dire addio all’aula magna e addirittura a sfrattare la stessa presidenza per fare posto ai ragazzi del Falchi.

Rivoluzione che prenderà il via il primo di luglio, quando è previsto l’inizio dei lavori per la realizzazione delle nuove aule. A partire da settembre, infatti, la struttura di San Donato che dal 2008 ospita lo scientifico Marconi, sarà chiamata ad accogliere anche i due licei “satelliti”: in pratica l’ultima quinta residua del Carducci di San Miniato e le cinque classi del liceo Falchi di Montopoli, su cui pende lo sfratto datato al 20 luglio da parte dell’istituto del Divino Amore.

A questo c’è da aggiungere l’incremento di iscritti, che porterà il totale dei 3 indirizzi da circa 600 a oltre 650 studenti, non più suddivisi in 3 sedi distinte ma concentrati tutti a San Donato. All’inizio dell’anno, quindi, la Provincia aveva raggiunto un preaccordo per l’affitto di due locali adiacenti alla scuola, che una volta suddivisi avrebbero permesso di ricavare rispettivamente 3 e 2 aule. A maggio, però, il colpo di scena: i proprietari del locale più piccolo hanno interrotto la trattativa con la Provincia annunciando di non volerne più sapere. Da qui il guaio: a fronte di 20 aule attualmente esistenti la scuola si troverà ad ospitare ben 27 classi. Se 3 sono in arrivo con i lavori nell’unico locale preso in affitto, altre 4 restano in ballo. Da qui la decisione, ormai definitiva, di sacrificare l’aula magna, che sarà divisa in due aule con una parete in cartongesso, e di trasferire la presidenza per ospitare al suo posto la più piccola delle classi del Falchi.

Il problema dell’ultima classe mancante, nonostante le lamentale delle famiglie, sarà risolto col sistema della turnazione, cioè sfruttando le aule lasciate vuote di volta in volta dalle classi impegnate nei laboratori o nelle ore di educazione fisica. C’è delusione, quindi, tra chi aveva sperato di poter trovare ancora una soluzione, magari con la ricerca di nuovi locali. Per il momento non se ne parla: la questione è rinviata all’autunno, quando s’inizieranno a pianificare gli indirizzi dell’anno 2015-2016. Se la scuola crescerà, magari con un indirizzo linguistico, allora (e solo allora) ci si preoccuperà di trovare altri spazi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web