Il presidio
Il vescovo ai nuovi amministratori: «Non avete alibi»
Soddisfazione per la scelta “moderata” dei cittadini «Lavoro, integrazione, famiglia e scuola temi emergenziali»
SAN MINIATO. Soddisfazione per la svolta “centrista” del Partito Democratico locale e per il fatto che in molti comuni del territorio gli elettori hanno preferito i candidati più moderati e un appello ai nuovi amministratori affinché siano vicini ai problemi della gente.
Il commento non è di un qualsiasi osservatore politico, bensì quello de “La Domenica, il notiziario curato dall’ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di San Miniato, ovvero la voce del vescovo Fausto Tardelli.
Decisamente interessanti le valutazioni che si fanno del voto del 25 maggio scorso in occasione delle elezioni amministrative. «Per quel che riguarda il nostro territorio – scrivono dalla diocesi – i Democratici hanno fatto l’en-plein: 17 comuni su 17. Non è certo una novità questa, ma le dimensioni con cui si è manifestata l’affermazione del partito di Renzi sorprende ed entra negli annali di statistica. Una scelta, quella degli elettori, che premia evidentemente chi ha amministrato il territorio in questi anni, ma soprattutto mostra di gradire la svolta "centrista" del Pd locale. I comuni del territorio hanno infatti mostrato, sia nell’antipasto delle primarie sia nell’urna delle amministrative, di preferire candidati più moderati. Il caso di San Miniato è emblematico, dove Gabbanini non solo conferma i suoi 9.410 voti come nel 2009, anche a fronte di un calo di circa 1.000 votanti, ma cannibalizza l’ala di sinistra più radicale lasciandola addirittura fuori dal consiglio comunale. Un dato questo che può inorgoglire i molti che nei comuni si sono spesi durante la campagna elettorale per trovare un posto al sole al centro e strizzare l’occhio all’elettorato cattolico, ma che adesso chiama (e obbliga) a una prova di responsabilità».
Ecco l’appello proveniente dalla diocesi e dal vescovo Tardelli: «Lavoro, integrazione, famiglia e scuola sono temi emergenziali che hanno bisogno di risposte nuove e concrete. Ci sono poi anche i temi etici: come si comporteranno i nuovi consigli e le nuove giunte su cultura della vita, difesa della famiglia e immigrazione? Di fronte a un successo di queste dimensioni, e con un mandato così chiaro da parte dei cittadini, i nuovi amministratori non hanno alibi».
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