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Pontedera

Toti e la scelta in rosa del suo vice

di Nilo Di Modica
Toti e la scelta in rosa del suo vice

Castelfranco: a giorni la giunta con Chiara Bonciolini e Lida Merola in lizza per la seconda carica

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Si avvicina il gran giorno della nuova giunta a Castelfranco. Se la fine della prossima settimana porterà con sé il primo consiglio dell'era Toti, con una seduta mattutina il sabato come da tradizione, la rosa degli assessori potrebbe essere resa pubblica già entro questa settimana, mentre dentro il Pd il confronto fra le varie aree interne è serrato.

Uno dei nodi da sciogliere è quello del vice-sindaco, che tutte le voci di corridoio aggiudicherebbero ad una donna, in particolare una delle due più quotate: Chiara Bonciolini, prima per “preferenze in rosa”, indicata dalle chiacchiere nei corridoi anche per le deleghe al sociale o alla scuola, e Lida Merola, maggiormente favorita della prima dall'esperienza nella passata legislatura.

Una svolta femminile che in ogni caso, se confermata, assicurerebbe una sorta di risarcimento al renziano Giulio Nardinelli, sicuro assessore e aspirante ad una delega di peso che a quel punto l'ala sinistra del partito non potrebbe più negargli, insieme a “centro storico” e “attività produttive”. Area politica, quella degli ex-Ds, che intanto sembra riporre tutte le sue speranze di “ri-equilibrio” delle forze interne nella figura dell'ex-sindaco Graziano Turini, semplice consigliere (come ha più volte dichiarato), ma anche capogruppo di maggioranza in consiglio.

Fra coloro che la vox populi dà per certi ci sarebbero il segretario del partito Federico Grossi, a cui spetterebbe l'assessorato all'ambiente, e Antonio Bertoncini, unica riconferma, quasi certamente con le medesime deleghe all'associazionismo e sport. Nel mare dell'incertezza, invece, due incognite slegate tra loro: Veronica Maffei, alla quale qualcuno affiderebbe la cultura, e una delega di peso, l'urbanistica che, renziani permettendo, potrebbe rendere necessario una presa in carico del sindaco, l'unico ad avere l'esperienza in materia, come anche sul bilancio, delega legata alla figura del primo cittadino già negli anni di Umberto Marvogli. Il condizionale quando si parla di singole deleghe, specie di quelle minori, è però d'obbligo fino all’ultimo. A questo giro, infatti, anche a Castelfranco si verificherà probabilmente il fenomeno della distribuzione “ampia” degli incarichi leggeri ai consiglieri di maggioranza. Come già avvenuto nei Comuni della zona già passati al nuovo ordinamento (vedi Santa Maria a Monte) non potendo più nominare troppi assessori, si opterà per la nomina di numerosi consiglieri delegati. In questo contesto troverà probabilmente spazio anche Andrea Nelli, per una delle deleghe della rappresentanza delle frazioni. Tutti nodi che potrebbero sciogliersi proprio fra oggi e domani, nell'ultima e combattuta segreteria del partito.

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