Il Tirreno

Pontedera

«Vieni, ho ammazzato la mamma a coltellate»

di Sabrina Chiellini
«Vieni, ho ammazzato la mamma a coltellate»

Tragedia tra le mura di casa, temeva la separazione: «Ho perso la testa» Il figlio minore della coppia si trovava nella camera al piano di sopra

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Il figlio minore, 16 anni, è in casa, ascolta la musica con le cuffiette. I genitori sono al piano di sotto, nel cascinale ristrutturato vicino al paese e a un agriturismo, sulle colline di Castelnuovo Val di Cecina. Marito e moglie litigano come altre volte, ma il ragazzo non li sente e quando il padre lo va a chiamare la morte è entrata nelle loro vite.

L'uomo ha le mani e i pantaloni chiari sporchi di sangue, lo sguardo nel vuoto. «L'ho ammazzata», gli grida e lo porta per strada, davanti a casa, dove li trovano i carabinieri.

Roberto Barbieri, 55 anni, tecnico informatico, originario della provincia di Siena, dipendente Enel, perde il controllo, durante il litigio: colpisce ripetute volte la moglie che tenta di reagire. Lui - che fino a qualche tempo fa è stato segretario del Pd locale e candidato alle ultime amministrative - non accetta la fine del matrimonio e Sandra Fillini, 52 anni, medico dell'Asl, la madre dei suoi due figli di 16 e 21 anni, invece ritiene che non si possa tornare indietro. I due, per decisione della donna che aveva un'altra relazione, sono già stati separati per un periodo.

Poi decidono di provare a mettere insieme i pezzi di una vita trascorsa insieme. Ma non funziona. Litigano ogni giorno, così anche prima della mattanza che spezza la vita della donna, una persona riservata ma molto stimata, e travolge le vite di una famiglia.

Durante la discussione iniziata a metà pomeriggio l'uomo, che tutti descrivono dal carattere mite e disponibile nei confronti degli altri, si lascia travolgere dall'impeto.

Il manico del coltello si spezza, ma non si ferma. L’uomo aggredisce la donna prima con un coltello da cucina, che si rompe. Ma lui ne prende un altro e inveisce su di lei fino a quando non la vede morire.

Poi, ancora sconvolto, va dal figlio e, quasi a volersi liberare subito da peso del suo gesto, gli racconta tutto.

Telefona a un'amica a Larderello: «Ho ammazzato Sandra, è in casa, c’è sangue: chiama i carabinieri». La donna va in caserma, chiama il maresciallo Carlo Colabello. Pochi minuti dopo arrivano a Podere Il Sorbo. L'uomo li aspetta insieme al figlio, sconvolto dalla tragedia. Si consegna ai carabinieri che lo arrestano. Racconta più volte come l'ha uccisa, si dispera. Ripete: «Abbiamo iniziato a litigare: ho perso la testa e afferrato due coltelli da cucina l’ho colpita cinque, forse sei volte, uccidendola».

La notizia sconvolge il piccolo paese di Castelnuovo. Arrivano anche i soccorsi, la Pubblica assistenza e il medico del 118. Per lui Sandra è una collega. La vittima prima di lavorare al distretto Asl è stata in servizio al 118. E’ il medico dell’emergenza, quando i carabinieri rintracciano il figlio maggiore di 21 anni - che era al mare a Follonica con gli amici - a parlargli. «Gli ho detto che la madre ha avuto un incidente». Il giovane scende poco dopo da un'auto guidata da un amico. Lo portano lontano dalla salita che conduce verso casa. Gli dicono tutto. Grida, piange. Lo accompagnano in casa davanti alla madre in un lago di sangue, al padre.

Ci sono i carabinieri della compagnia di Volterra, del comando provinciale di Pisa, il magistrato di turno in procura a Pisa, la dottoressa Lydia Pagnini. Il fratello minore è già stato accompagnato dai parenti. Poi anche il figlio di 21 anni lascia la casa e si stringe nell'abbraccio degli amici, rimasti in silenzio per la strada.

Arriva anche il sindaco, Alberto Ferrini, e alcuni assessori. «Siamo sconvolti - dice il sindaco - sapevamo che erano stati separati ma ora sembrava che fossero tornati insieme e che avessero superato i momenti difficili. Due brave persone. Difficile credere che sia davvero accaduto».

I vicini di casa raccontano di una coppia riservata, senza particolari problemi. «Sapevamo della separazione - dicono Emilio Vignali e la moglie Cecilia - non li abbiamo mai sentiti litigare e nemmeno oggi abbiamo udito voci o urla di aiuto. Abbiamo saputo quando è arrivata l'ambulanza». Per chi conosce la coppia una tragedia inspiegabile.

In lacrime l'avvocato Ilaria Bacci varca il nastro bianco e rosso davanti alla casa del delitto. Il legale seguiva la separazione della coppia, era amica della vittima. «Non voglio parlare sono sconvolta».

Prima delle 21.30 il marito lascia la casa, trasportato con un'ambulanza. È sdraiato, con lo sguardo perso, rivolto verso i carabinieri che lo scortano in caserma a Larderello dov’è interrogato dal pubblico ministero. Confessa. Racconta come ha ucciso la compagna di una vita, la madre dei suoi figli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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