Il presidio
La tazzina si offre a chi non può pagarla anche a Pontedera
L’iniziativa anti-crisi del caffè sospeso contagia la città «Sono favorevole, da noi questa abitudine c’è da tempo»
PONTEDERA. Concedersi un caffè, ma ordinarne e pagarne due: uno per sè e l’altro per qualcuno che ha bisogno. L’usanza tutta partenopea di lasciare un “caffè sospeso” a disposizione di chi non ha soldi per poterselo permettere contagia ufficialmente anche la città di Pontedera.
«Da tempo nel nostro bar c’è questa abitudine da parte di alcuni clienti che spesso lasciano pagato un caffè a persone in difficoltà che conoscono e che passano dal locale», racconta Manuel Gasperini, titolare del bar L’Angolo, in corso Matteotti, a Pontedera.
Un piccolo gesto, quindi, che da qualche tempo si sta trasformando in una vera e propria moda sociale che sta decollando un po’ in tutta Italia, in Brasile, Spagna e Svezia.
«Mi fa piacere che adesso questa abitudine sia diventata una rete vera e propria di locali: adesso inserirò anche il mio. Il fatto di poter esporre una sorta di logo che indica che da noi si può trovare un caffè sospeso aiuterà anche le persone che hanno bisogno», continua.
Gasperini farà da apri-pista in quel di Pontedera. A Pisa il “Caffè dell’Ussero” sul Lungarno Pacinotti sta già sperimentando questa iniziativa portata avanti e diffusa a tambur battente dall’associazione di volontariato Straight to the point.
«Considerato il particolare momento di crisi, sarebbe molto bello rilanciare questa tradizione nata nei bar di Napoli. E sarebbe ancora più bello se in tutta Italia ci facessimo coinvolgere da questa iniziativa che ci farà sentire tutti più uniti e solidali», dicono dalla rete del Caffè Sospeso dove i locali che vogliono, possono inserire il loro nome per aderire all’iniziativa (www.retedelcaffèsospeso.com).
In soldoni funziona così. Chi vuole può entrare in un bar e lasciar pagato un caffè. Così i “bisognosi”, i clochard, chi non arriva a fine mese e non ha soldi neppure per uno sfizio così minuscolo, entrando in quel bar potrà consumare un caffè gratuitamente.
Basta chiedere se vi sono caffè che aspettano d’essere consumati: il barista (quadernino alla mano) risponderà.
L’abitudine tutta napoletana ha ispirato anche lo scrittore partenopeo, Luciano De Crescenzo per un suo libro che si intitola, appunto, “Il caffè sospeso”. “Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo”, si legge in un passaggio.
Investire un euro per un caffè all’umanità, questo il senso dell’iniziativa.
«Ripeto che tra i nostri clienti questo spirito di solidarietà regna da tempo, sono ancor più contento di poter far parte di questa rete», aggiunge il titolare del bar l’Angolo.
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