«Vogliamo il medico nei punti Pet sulle colline»
Le comunità di Casciana Terme e Lari chiedono all’Asl di rivedere l’organizzazione per non rinunciare al dottore nelle associazioni. A giorni arriva l’automedica
PONTEDERA. La nuova organizzazione del servizio del 118 sulle colline della Valdera non piace a Casciana Terme e Lari. L’accordo per togliere il medico che finora a rotazione arrivava alla Croce Rossa di Casciana e alla Misericordia di Lari è stato siglato alcuni anni fa. L’Asl lo ha attuato (domani lo presenterà con una conferenza stampa) a distanza di pochi mesi dalle amministrative. Questo ha dato la possibilità a Casciana Terme e Lari che, dopo la fusione, devono eleggere il consiglio comunale del nuovo Comune, di rimproverare all’Asl una certa mancanza di stile.
Il primo a uscire allo scoperto è stato il priore della Misericordia di Lari, Dino Martelli, Le sue preoccupazioni sono ampiamente condivise da Luca Desideri, presidente della Croce Rossa a Casciana Terme. «Stavolta sono perfettamente d'accordo con Dino Martelli». Con queste parole Mirko Terreni, candidato a sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni di maggio, interviene in merito all'annuncio della riorganizzazione del servizio del 118 di Pisa. «Non si capisce - aggiunge Terreni - il senso di attuare in questa fase la riorganizzazione del 118 peraltro senza risolvere prima tutte le questioni relative al distretto de La Rosa. Il territorio della Valdera vede da anni una forte sinergia fra Comuni e azienda sanitaria. Non si capisce pertanto il motivo di attuare una decisione del genere in un momento di grande delicatezza per il Comune di Casciana Terme Lari che è sotto commissariamento. Cosa avrebbe comportato aspettare settembre? Sarebbe stato molto meglio in quanto ci sarebbe stata un'amministrazione pronta a sostenere le proprie associazioni di volontariato». Aggiunge poi una richiesta che non pare sarà ascoltata: «Auspico – conclude Terreni – che si attenda l'insediamento della nuova amministrazione in modo da poter discutere insieme della riorganizzazione di un servizio così delicato come quello del 118».
Rocco Damone, direttore generale dell’Asl 5 di Pisa, ricorda che la riorganizzazione fa parte di un progetto discusso in tutte le sedi opportune già da alcuni anni. «L’automedica a La Rosa con medico e infermiere – spiega – permetterà di potenziare le attività di primo soccorso di quel distretto. A Casciana Terme e Lari così come a Peccioli durante il giorno ci sarà un’ambulanza con defibrillatore (Blsd) sempre pronta a intervenire, oltre all’automedica ovviamente. Di notte non cambierà niente, il medico sarà a Peccioli. A mio parere, si confonde la riorganizzazione con la chiusura che non ci sarà. I cittadini non saranno in alcun modo penalizzati. Il prossimo passo sarà quello di attuare l’automedica su 24 ore a Pontedera. Dopo l’estate l’automedica arriverà per 12 ore nella zona di Cascina. Era un piano ampiamente concordato e condiviso».
Anche il sindaco di Peccioli. Silvano Crecchi, ricorda l’entrata in servizio dell’automedica sulle colline era prevista da tempo. «La Misericordia ha acquistato l’automedica e noi come Comune abbiamo finanziato con 15mila euro l’allestimento. Si tratta di un servizio che fa parte del progetto più ampio “Peccioli emergenza”. Sapevamo che l’Asl avrebbe pensato ad organizzare l’automedica».
Intanto Casciana Terme e Lari insistono nel non voler perdere il servizio. «Le case di riposo dei due centri da sole ospitano circa 110 persone. La clinica termale ospita 30 persone per cicli di riabilitazione post-operatorei. Se lasciassero il medico su Casciana Terme Lari sarebbe sufficiente allargare il servizio alla zona di Lorenzana, Crespina e Fauglia e attuare così nell'organizzazione delle medicalizzate il principio dei cerchi concentrici», dicono alcuni cittadini. A chi denuncia disagi e disservizi viene spesso risposto da Asl o Regione che si tratta di sterili polemiche o di propaganda politica. «La Regione Toscana riorganizza il sistema sanitario con una semplice delibera di Giunta la n. 1235/2012 senza passare dal consiglio regionale, senza un piano sanitario organico alle spalle. E poi corre ai ripari approvando un piano sanitario che qualche giorno fa è stato dichiarato illegittimo dal Collegio di garanzia statutaria», osservano ancora alcuni cittadini del centro termale.
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