Il sogno di Piaggio: far rinascere il “Ciao” ma elettrico
L’ad del Gruppo Roberto Colaninno pronto a stringere un rapporto di collaborazione con gli esperti di Harvard
di Cristiano Marcacci
PONTEDERA. È un mix tra amarcord e nuove tecnologie il progetto complessivo del Gruppo Piaggio per i prossimi anni. Nell’ambizioso piano strategico 2014-2017 presentato nei giorni scorsi a Milano dall’amministratore delegato Roberto Colaninno non se ne fa cenno, ma è ormai un’ipotesi più che concreta il fatto che la Casa di Pontedera abbia deciso di puntare una parte degli investimenti su ibrido ed elettrico. In quest’ottica, è alquanto plausibile il suggestivo ritorno del mitico “Ciao”, nella versione di bicicletta elettrica. Lanciato nel 1967, il “Ciao” è stato prodotto in oltre tre milioni e mezzo d'esemplari e continua a essere un geniale esempio di sintesi tra eleganza, praticità e design minimalista. Divenne il preferito dai giovanissimi, anche perché all’epoca costava solo 55.000 lire e, coi suoi 49,77 cc di cilindrata, consumava pochissimo: si riusciva a percorrere ben 70 chilometri con un litro di miscela al 2%. L’idea di Piaggio è quella di realizzare una sorta di “Ciao” elettrico, cioè una bicicletta a ioni di litio, facilissima da usare, in quanto non ci sarà bisogno né della patente né dell’assicurazione. I prodotti per la mobilità del futuro saranno studiati da Piaggio in collaborazione con gli esperti di Harvard.
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