Il presidio
Bus, sosta e navette Il piano accoglienza per garantire turismo
La ricetta del Consorzio per gestire l’emergenza frane «Servono benefit per i visitatori e per i residenti»
VOLTERRA. Una media di circa 30 bus turistici al giorno da gestire. Con centinaia di visitatori che arrivano in una Volterra in emergenza frane con la chiusura contemporanea del capolinea degli autobus, del parcheggio la Dogana (l’unico nel cuore della città) e del viale dei Ponti.
«Il turismo di gruppo che arriva in bus ottiene, per lo stesso prezzo dell’anno scorso, un servizio qualitativamente più scadente». È una riflessione concreta quella del Consorzio turistico, forte di decenni di gestione dei flussi. Un pensiero a tutto tondo che si trasforma in un articolato Piano di accoglienza turistica che prende in considerazione tutti gli aspetti. La proposta gira intorno a 3 punti cardine: un piano serio di intervento per ridurre al minimo i disservizi, una serie di benefit che compensino i disagi subiti dagli utenti e un’informazione capillare e precisa.
Bus turistici e di linea. Differenziare i servizi e i percorsi di bus di linea d quelli turistici è il primo passo. «La cosa più semplice che eliminerebbe percorrenze e soste lungo le strade è quella di posizionare il capolinea dei bus turistici alla Stazione», spiegano. «Tra scendere alla Misericordia oppure alla Stazione, in termini di percorrenza per arrivare in centro, la differenza è minima: così si offre un servizio migliore e meno pericoloso, lasciando i passeggeri in un parcheggio dotato di bagni e non in mezzo a una strada e si elimina il problema dei bus in sosta sulla 68, con meno impatto anche in città».
Per i pullman di linea, l’attuale regolamentazione, sembra essere l’unica possibile. «Riteniamo però che sia indispensabile da parte dei vigili urbani presidiare l’incrocio tra viale dei ponti e la 68, almeno tra le 9.30 e le 16», specificano.
Posti auto e varchi elettronici. «Un primo intervento improrogabile che interessa turisti e residenti è quello dello sgombro dei materiali inerti stoccati ora al piazzale di Docciola ed una sistemazione dell’area», premettono. Fondamentale per il Consorzio è la riapertura ai non residenti del parcheggio di Vallebuona e gli altri posteggi intorno alle mura. «Adesso, con la chiusura del parcheggio la Dogana, lasciare Vallebuona ai soli residenti equivale ad espellere dalla città flussi significativi di turisti, con danni irreparabili al tessuto economico cittadino», sottolineano perentori. Un occhio alla questione varchi elettronici: suggerimenti anche in questo caso. «La presenza dei gruppi turistici si concentra dalle 9,10 la mattina fino alle 17: in questo periodo sarebbe opportuno chiudere il traffico del centro storico», cominciano. E per i volterrani: «Viceversa i cittadini che hanno necessità di venire in centro sono quelli che, dopo il lavoro, devono fare commissioni, quindi preferirebbero accedere nella fascia 17.30-20». In sintesi, cambiare l’orario attuale dei varchi elettronici.
Ridurre i prezzi e informazioni capillari. Pioggia, sole, vento: adesso i turisti devono raggiungere la città a piedi, con buona difficoltà soprattutto per i gruppi di anziani e chi deve trasportare valige. per questo il Consorzio propone al Comune di prevedere dei benefit: ridurre il prezzo del parcheggio dei bus, a fronte di un servizio che si presenta più scadente. L’altro benefit richiesto è quello di introdurre navette che portino i passeggeri dalla Stazione al centro. «L’amministrazione potrebbe investire gli introiti derivanti dai bus turistici». Ovviamente tutti questi cambiamenti necessitano di una comunicazione capillare, da farsi, secondo il Consorzio, con totem informativi, segnaletiche di grande dimensione e segnali più visibili rispetto alla chiusura della sp 15 e a come arrivare alle aziende turistiche lungo la provinciale chiusa.
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