Il Tirreno

Pontedera

Con la Tari aumenti anche del 600% per smaltire i rifiuti

Con la Tari aumenti anche del 600% per smaltire i rifiuti

Allarme della Confcommercio per le piccole e medie imprese stipulato un accordo vantaggioso con la Waste Recycling

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO DI SOTTO. Da pochi giorni il Consiglio di Stato ha dato il via libera definitivo al pirogassificatore e la Waste Recycling di Castelfranco di Sotto può quindi riacquisire serenità e tornare a guardare con ottimismo al futuro. È fresca la notizia della partnership tra la stessa Waste e la Confcommercio di Pisa per lo smaltimento dei rifiuti da parte delle piccole e medie imprese. Un accordo che permetterà ai commercianti anche di avere a disposizione un servizio di consulenza, sia ambientale che legale. Alla presentazione dell’intesa, nella sede della Waste di via Malpasso, erano presenti il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli e il presidente e vicepresidente della stessa azienda, rispettivamente Maurizio Giani e Maurizio Signorini.

«Per alcuni settori in particolare, dai rimessaggi nautici alle officine, dai concessionari ai distributori di carburante, è necessario – ha sottolineato Pieragnoli – un intervento tempestivo sin da ora. Waste Recycling darà senz'altro una mano importante per lo smaltimento di ogni tipo di rifiuti delle nostre 5mila e oltre imprese associate». Gli ha fatto eco Giani: «Con questo accordo, le aziende associate Confcommercio Pisa potranno usufruire di tutti i servizi, dal trattamento dei rifiuti solidi e liquidi al trasporto, dalle bonifiche fino all'analisi».

Per il direttore di Confcommercio il “battesimo” del rapporto di collaborazione ha rappresentato anche l’occasione per lanciare un monito sulla situazione dei rifiuti e sui costi del loro smaltimento: «È impensabile che, con l'introduzione della Tari, i costi per lo smaltimento dei rifiuti registrino aumenti del 600%. È inaccettabile, e il segnale che vogliamo lanciare ai nostri amministratori è che il tempo delle vacche grasse è finito e che gli imprenditori non sono più disposti ad essere strizzati. Tanto più che la base di calcolo delle tariffe è ancora il 2010, ma da allora la produzione di rifiuti ha subìto un forte calo a causa della crisi che ha fatto chiudere tantissime aziende».

Cristiano Marcacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani