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Caso Tancredi, vanno avanti le audizioni

SANTA CROCE SULL’ARNO. Massimo riserbo sull’esito dall’audizione di Patrik Tancredi (sconfitto alle primarie di Santa Croce sull’Arno da Giulia Deidda) di fronte al collegio di garanzia del Pd....

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Massimo riserbo sull’esito dall’audizione di Patrik Tancredi (sconfitto alle primarie di Santa Croce sull’Arno da Giulia Deidda) di fronte al collegio di garanzia del Pd.

Silenzio assoluto, almeno per adesso, in attesa di ulteriori accertamenti, e probabilmente di nuove audizioni, per verificare la sussistenza dei presunti brogli che a detta del Comitato Tancredi avrebbero inquinato il risultato delle primarie.

Contattato telefonicamente, l’esponente renziano blocca subito ogni possibile domanda, spiegando di non poter rilasciare alcuna dichiarazione.

«Al momento – ci dice – sono vincolato al silenzio, vista soprattutto la delicatezza della questione».

Dall’ufficio stampa del Pd pisano, precisano che il “caso” Santa Croce, all’indomani dell’incontro di lunedì con il collegio di garanzia, è tutt’altro che concluso: «L’istruttoria – ci spiegano – è solo all’inizio. Per adesso Tancredi è stato ascoltato dai garanti, i quali, in base alle sue dichiarazioni, faranno le opportune valutazioni per decidere come e in quale direzione muoversi. L’incontro è stato un primo passo: è probabile che adesso i garanti andranno avanti ascoltando altri soggetti per avere un quadro più completo».

La questione, quindi, rimane per adesso sul tavolo, anche se la speranza del Pd locale è quelle di ricevere presto indicazioni precise da Pisa, soprattutto per fare chiarezza e mettere la parola fine, una volta per tutte, su una vicenda che rischia di monopolizzare la campagna elettorale.

A quel punto sapremo quale strada prenderanno i sostenitori di Tancredi, che avevano minacciato l’uscita del partito se non fossero stati espulsi i responsabili dei presunti brogli.

Un ultimatum al momento congelato in attesa delle conclusioni del collegio di garanzia, anche se a Santa Croce, da quel giorno, c’è chi si dice convinto che lo scandalo sia solo un pretesto per lasciare il Pd e presentarsi alle elezioni con una lista civica.

(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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