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L’agricoltura locale si tinge di rosa e parla... straniero

L’agricoltura locale si tinge di rosa e parla... straniero

Il settore cresce: metà delle imprese sono gestite da donne La storia della tedesca Kerstin e della romena Cristina

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PONSACCO. Kerstin, tedesca di Francoforte, produce vino ed olio a Ponsacco; Cristina Oancea arriva da Bucarest: a Montecatini Val di Cecina coltiva cereali. Affascinati dalla Toscana e dalla storia maiuscola del nostro paese sono sempre più gli stranieri che nella campagna pisana, tra Volterra e la Maremma, hanno messo radici e si sono dedicati all’agricoltura. Tra i più famosi ci sono Sting, nel Chianti, l’ex chief executive della Time Warner Richard Parsons a Montalcino passando per l’amministratore delegato del colosso del tabacco Philip Morris.

Dalla radio ai cereali. Cristina Oancea, oggi 50enne, guarda il mondo dalle colline di Montecatini Val di Cecina. Produce avena che conferisce al Consorzio Agrario e olio. «Per una donna cresciuta in città – racconta – è stato decisamente un bel salto. Sono passata dalla programmazione radiofonica alla programmazione delle culture».

A Bucarest, dove è nata e dove ha vissuto fino al ’94, Cristina lavorava per un’importante emittente radiofonica della capitale rumena e per un’agenzia di interpretariato. È durante una delle iniziative in cui era stata chiamata a fare da interprete ad un gruppo di italiani che conosce il marito. «Non sapevo niente di avena, di olivi,di potature e ciclo delle stagioni. È stato mio marito a trasmettermi questo sapere. È una piccolissima azienda la mia che cerco però di portare avanti con orgoglio e semplicità».

Tra i sogni di Cristina c’è un agriturismo.

La marcia in piu’ di Kerstin. Dalla capitale finanziaria dell’Unione Europea, Francoforte, alla quiete di Ponsacco. Il passaggio per Kerstin Hessaun è coinciso con una scelta di vita che inaspettatamente le ha permesso di mettere a frutto il percorso di studio e la sua invidiabile predisposizione alle relazioni esterne. Ex dipendente per un’agenzia di traduzioni ed interpretariato specializzata in turismo, Kersten era a digiuno di campagna e agricoltura prima di arrivare a Pisa e diventare socio dell’agriturismo “Podere Spazzavento”. Lì, su quelle colline meravigliose, è riuscita a potenziare la presenza dei turisti tedeschi. Insieme al marito e alla sua famiglia produce olio e vino, alleva dei simpatici asini. «Non è stato difficile integrarmi con la comunità di Ponsacco; – confessa – mi sono sentita subito a casa mia».

I dati: la crescita è rosa e straniera. Secondo Coldiretti Pisa dal 2006 le imprese agricole straniere che operano nella nostra regione sono cresciute addirittura del 15,1%, di queste, quasi la metà, il 43%, sono gestite da donne (dati Inea-Infocamere). Herta, Kersten e Cristina sono solo tre delle 1.030 imprenditrici agricole straniere diventate ambasciatrici dei nostri prodotti nel mondo e che attraverso l’agricoltura ed il lavoro si sono costruite un percorso di integrazione, parità sociale ed indipendenza economica riuscendo a far coincidere i tempi della vita con quelli del lavoro. A fianco di un Made in Tuscany che passa in mani straniere lasciando solo le braccia in Toscana mentre mente, cuore e cassaforte stanno altrove, c’è un Made in Tuscany che viene da lontano.

Le aspettative delle donne. «L’agricoltura, più di altri settori della nostra economia – ha spiegato Laura Chiellini, delegata provinciale Donne Impresa – sta dimostrando una forte predisposizione a rispondere alle aspettative delle donne che hanno l’occasione di essere veramente protagoniste dell’impresa che guidano o in cui collaborano. L’agricoltura è un percorso che ha facilitato il desiderio di emancipazione sociale ed economica favorendo la crescita cultura del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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