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Tante penne famose per la nuova biblioteca
Ad aprile l’inaugurazione al Dente Piaggio: scrittori vip sponsorizzeranno coi loro testi la cerimonia
PONTEDERA. Affettuosi messaggi di stima firmati da importanti scrittori, intellettuali, rappresentanti delle istituzioni (tra i primi ad inviare il proprio pensiero: Dario Fo, Andrea Camilleri, Pietro Grasso, Salvatore Settis, Luciano Canfora). Gli illustratori hanno spedito disegni e vignette, tanti autori di libri per ragazzi parlano dell'amicizia che li lega a Pontedera, alla sua Biblioteca, che da almeno dieci anni, attraverso il costante impegno di Manola Franceschini, anima del settore riservato ai piccoli lettori e irrinunciabile, amatissima colonna portante della Biblioteca Comunale di Pontedera (recentemente, l'associazione Amici di Bibliolandia l'ha nominata “Bibliotecaria dell'anno”), li invita e coinvolge in progetti di promozione della lettura. Parole dal mondo della cultura, in nome e a favore della cultura. Il progetto si chiama “Penne per la nuova Biblioteca”, a lanciarlo è stata Silvia Bracaloni, altro fondamentale centravanti della squadra dei bibliotecari pontederesi, indaffaratissimi, in questi giorni, a organizzare, programmare, seguire le tante iniziative legate al prossimo cambio di sede. «Una data precisa non ce l'abbiamo ancora - spiega Bracaloni - ma il “countdown” è già partito. Abbiamo deciso di scandirlo attraverso i messaggi che ci sono arrivati: sulla pagina Facebook della Biblioteca ne pubblichiamo uno al giorno. L'inaugurazione della nuova struttura di viale Rinaldo Piaggio, intitolata a Giovanni Gronchi, verrà probabilmente organizzata per la fine di aprile». Tra le parole che più l'hanno colpita, ci sono quelle di Antonio Ferrara, noto autore di libri per ragazzi, amico di vecchia data della Biblioteca. Su un tavolo ricolmo di buste bianche, cerca quella giusta. La apre, ne estrae un foglio fittamente scritto, ne legge un passaggio: «“La Biblioteca Comunale di Pontedera è una biblioteca che ha finora lavorato con la sensibilità e l'intelligenza di gente appassionata e competente, che di fatto rappresenta una vera e propria eccellenza nazionale. Così ne parliamo tra colleghi quando ci incontriamo in giro. Giuro!”. Carino, no?» Nella sua missiva vergata a mano, Luciano Canfora, rivolgendosi al sindaco Simone Millozzi, «co- fondatore della Biblioteca “Gronchi”», esordisce ricordando che « “libro” e “libero”, in latino, sono la stessa parola», sottolineando che la vera, e più profonda, ragione di questa vicinanza lessicale «risiede nel fatto che “libro” e “libertà” sono sono sinonimi nel senso più alto». Camilleri ricorda di dover «tutto alle biblioteche, a partire da quella di mio padre per continuare in tutte quelle in cui sono passato nei tanti anni della mia vita...». Settis inizia la sua dedica citando Shakespeare (“My library was dukedom large enough”) e Borges. Il presidente del Senato Grasso dedica una profonda riflessione alla figura di Giovanni Gronchi. Dopo parole amare dedicate alla miseria dei tempi moderni, il Nobel Fo scrive: «Sono sempre felicissimo quando nasce una nuova biblioteca. Investire nel sapere, soprattutto oggi, è un grande atto di coraggio e di civiltà».
Andrea Lanini
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