Il presidio
Autovelox sulla Bientinese la Provincia mostra i muscoli
Il limite, contestatissimo, dei 50 all’ora non verrà elevato. Contro la decisione del giudice di pace di annullare le multe ci sarà il ricorso al Tar della Toscana
BIENTINA. La Provincia di Pisa non ci vuol proprio sentire. Sulla questione degli autovelox lungo la Bientinese e sull’opportunità del limite di velocità, nei tratti in cui sono posizionati gli apparecchi, fissato a cinquanta chilometri all’ora, da piazza Vittorio Emanuele a Pisa hanno tutte le intenzioni di tirare dritto, continuando ad incassare decine di migliaia di euro grazie alle sanzioni, che nel 2013 hanno fatto segnare quota 13.892.
Ma perché sulla Bientina-Altopascio il limite deve rimanere di 50 orari e non può essere elevato? Secondo la Provincia perché la strada è eccessivamente pericolosa. «L’emanazione dell’ultima ordinanza del 2013 – spiega il comandante della polizia provinciale Serafini – non serve solo a sostenere la necessità e l’urgenza di adottare il limite dei 50 orari, ma anche e soprattutto per esternare alla collettività gli esiti degli ulteriori studi prodotti dagli uffici sul fronte della sicurezza stradale. L’ordinanza, infatti, si basa su una relazione tecnica di dettaglio redatta dall’unità operativa “Pianificazione e sicurezza stradale”, che nelle valutazioni delle limitazioni di velocità da imporre sul tratto di strada ha considerato i fattori locali riportati nel manuale “Speed management. A road safety manual for decision-makers and practitioners” prodotto dall’Organizzazione mondiale della salute, giungendo a considerazioni conclusive di applicazione di limiti di velocità che possano grantire condizioni di circolazione in sicurezza lungo la Bientina-Altopascio».
Forte delle sue ragioni, l’amministrazione provinciale darà battaglia anche a quei giudici di pace che negli ultimi mesi hanno accolto il ricorso agli automobilisti, che si sono visti annullare la multa. Dal 2010 ad oggi, secondo la Provincia di Pisa, sono stati solamente 25 i verbali che sono stati “stracciati” di fronte al giudice di pace.
«Le disapplicazioni adottate dal giudice di pace – evidenzia il comandante Serafini – sono state e saranno impugnate dalla Provincia di Pisa davanti al competente Tribunale Amministrativo Regionale, in modo che sia questo organo terzo a valutare e a stabilire se le disapplicazioni adottate dal giudice di pace nei confronti della nostra ordinanza siano da ritenere congrue e possibili, oppure, com’è invece ferma convinzione dei nostri uffici, improprie e impraticabili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google