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la statistica

Nuovo record l’economia in provincia si tinge di rosa

PONTEDERA. La Valdera segna la differenza con una crescita del 2,7% (+78 unità), seguita dall’Area Pisana +1,5% (+59 unità) e dal Valdarno +1,1% (+24 imprese). L’unica eccezione è rappresentata dell’A...

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PONTEDERA. La Valdera segna la differenza con una crescita del 2,7% (+78 unità), seguita dall’Area Pisana +1,5% (+59 unità) e dal Valdarno +1,1% (+24 imprese). L’unica eccezione è rappresentata dell’Alta Valdicecina -0,7% (-8 imprese). Sta in queste cifra la dinamiche dell’universo delle imprese femminili in provincia di Pisa. A metterla in luce sono le elaborazioni effettuate dall'Ufficio Studi della Camera di commercio di Pisa sulla banca dati Infocamere-Stockview. In virtù di un saldo positivo tra iscritte e cessate pari a 153 unità, il totale delle aziende “in rosa” raggiunge quota 10.079. Il tasso di crescita del 2013 (+1,5%), che spicca ancor di più se messo a confronto con quello regionale e nazionale, rispettivamente +0,7% e +0,6%, accresce il “tasso di femminilizzazione” della provincia di Pisa (23,3%) che arriva a un passo dalla media nazionale (23,6%) e a poco meno di un punto da quella toscana (24,4%).

Giovani e straniere. Determinante nella crescita delle aziende “in rosa” è il ruolo delle imprese “giovanili”, +166 unità (pari ad un tasso di crescita del 13%) e di quelle guidate da imprenditrici straniere +72 unità (+7,5%). Si tratta di progressi che aumentano l'incidenza delle due categorie sul totale delle imprese femminili che tocca, rispettivamente, il 12,6% (1.263 unità guidate da giovani donne) e 9,9% (996 aziende amministrate da donne straniere).

Il bilancio dei settori. Non riserva particolari sorprese l’analisi dei settori: le altre attività di servizi per la persona (come centri estetici, parrucchieri e centri benessere) sono ancora il comparto più popolato da imprese femminili (il 52,6% delle imprese è guidato da donne), seguito dalle confezioni di articoli di abbigliamento (quota 43,1%) e dai servizi di alloggio (37,8% hotel, B&B). Nel commercio al dettaglio e della ristorazione e bar è invece “in rosa” un’impresa su tre, mentre percentuali decisamente inferiori si registrano per i servizi di trasporto e magazzinaggio (12,9%) e il commercio e riparazione di autoveicoli (10,1%).

Quanto alla crescita le imprese femminili avanzano molto nelle attività di ristorazione e bar (+41 aziende, +5,3%), nelle altre attività di servizi per la persona (+13, +1,4%) e, all’interno del manifatturiero, delle confezioni (+10, +6,3%). Le donne arretrano, invece, in agricoltura (-26 unità, -2,1%): un fenomeno peraltro che è comune al complesso del sistema imprenditoriale pisano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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