Caso-tribunale, trasloco bloccato dalla burocrazia
Il sindaco Millozzi chiede la riapertura della sezione distaccata. In sei mesi gli uffici giudiziari non sono ancora stati trasferiti e il Comune di Pisa si scusa
PONTEDERA. A distanza di sei mesi il Comune e il tribunale di Pisa non sono riusciti non solo a concludere ma nemmeno ad organizzare il trasloco della sezione distaccata di Pontedera. Quasi per caso si è scoperto che Pisa non ha mai provveduto ad appaltare il trasloco (per una spesa di 130mila euro). Anzi, ha addirittura revocato l’impegno di spesa assunto dopo la chiusura della sezione distaccata, lo scorso settembre. Ieri la vicenda è stata discussa in un consiglio comunale a Pisa, dove gli amministratori si sono scusati del loro atteggiamento. «Abbiamo sbagliato», è in sintesi quel che hanno detto.
Dopo le pressioni sia del presidente del tribunale che della prefettura il Comune di Pisa starebbe per deliberare l’appalto come conferma l’assessore comunale al bilancio e ai lavori pubblici, Andrea Serfogli, che ieri ha risposto in consiglio comunale all’interrogazione delle minoranze sui problemi dell’accorpamento del tribunale. «Organizzeremo il trasloco – dice Serfogli – c’è stato un problema con gli uffici dovuto ad un problema di interpretazione della normativa. Siamo pronti a superare l’ostacolo e a fare l’appalto. Va anche detto però che il tribunale ci ha comunicato l’esatto numero dei colli da trasportare solo all’inizio di febbraio». Si parla di 900 colli da trasferire negli immobili messi a disposizione dal Capar, 1000 in via Bellatalla, 480 andranno nel palazzo di giustizia. Sulla base di questi numeri potrà essere organizzato l’appalto.
Tanta burocrazia e per certi aspetti, inutile negarlo, inerzia hanno convinto il sindaco di Pontedera a sollecitare ancora una volta il ministero della Giustizia ad esaminare la situazione di Pontedera.
Simone Millozzi ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in cui chiede la riapertura della sezione distaccata del tribunale di Pontedera. Tutto questo alla luce del fatto che i locali del Palazzo Pretorio, dove era ospitata la sezione, sono ancora occupati dagli arredi e dai fascicoli giudiziari, e si trovano nello stesso identico stato nel quale erano il giorno della chiusura. Il sindaco ha chiesto un incontro al Ministro per illustrare la situazione. «Il 14 settembre scorso – scrive il sindaco al ministro – la sezione distaccata del tribunale di Pontedera è stata chiusa ma ad oggi i locali (di proprietà comunale) sono ancora occupati da cose non appartenenti all'amministrazione comunale. Pertanto chiediamo la riapertura della sezione distaccata, anche alla luce delle disposizioni correttive del Decreto che hanno citato espressamente la sezione di Pontedera tra quelle con elevati indici di sopravvenienza condizionando il parere favorevole a che siano istituite sezioni distaccate o comunque uffici giudiziari, dei tribunali accorpanti, nelle sedi dei tribunali soppressi». Ai parlamentari di zona è chiesto un impegno diverso da quello che hanno avuto finora sulle questioni del tribunale di Pontedera.
«È opportuno sottolineare – aggiunge il sindaco Millozzi – che nonostante gli impegni assunti il trasloco degli uffici del tribunale, nel Palazzo Pretorio, è in una situazione di totale stallo dopo circa sei mesi dalla chiusura degli uffici. Gli uffici chiusi potrebbero ricominciare a funzionare da domani essendo tutto rimasto inalterato, nei locali di Pontedera, in questi mesi». La situazione di Pontedera è paradossale ed unica nel panorama della riorganizzazione degli uffici giudiziari: formalmente chiusi ma di fatto utilizzati come archivio e supporto logistico. Nessun Comune del distretto della Corte di appello della Toscana si è rifiutato di eseguire il trasloco di una sezione soppressa.
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