Il presidio
Federcaccia: «Volpi, inaccettabile la revoca della Provincia di Pisa»
PONTEDERA. «Con troppa facilità la politica abdica le proprie responsabilità, davanti alle strumentali posizioni animaliste», la Federcaccia di Pisa vuole far chiarezza sulla propria posizione...
PONTEDERA. «Con troppa facilità la politica abdica le proprie responsabilità, davanti alle strumentali posizioni animaliste», la Federcaccia di Pisa vuole far chiarezza sulla propria posizione riguardante il decreto di contenimento della volpe. «Le autorizzazioni annuali di contenimento della volpe, hanno parere favorevole dell'Ispra, l’istituto superiore di protezione e ricerca ambientale, dipendente dal Ministero dell'Ambiente, certamente non filo venatorio – prosegue Federcaccia – vengono effettuate solo in determinate zone di divieto di caccia della provincia, dove si cerca di fare gestione faunistica di fauna stanziale, e rappresentano una minima percentuale del territorio provinciale. Nella gestione faunistica della provincia, il piano di gestione della volpe è necessario per controllarne la consistenza e salvaguardare altre specie».
«Non è pensabile – spiega ancora Federcaccia – che una una minoranza di facinorosi, maestri nell'alzare la voce, senza addurre ragioni scientifiche comprometta equilibri di corretta gestione faunistica».
Alla decisione della Provincia di Pisa di autorizzare l’abbattimento di quasi 500 volpi, subito dopo revocata (lo ha annunciato l’assessore all’agricoltura Giacomo Sanavio), hanno fatto da eco anche alcune prese di posizioni animaliste.
Sono arrivate da Enpa, da Dav. Nel resoconto della decisione della revoca, pubblicato ieri, erroneamente abbiamo attribuito a Federcaccia alcune affermazioni di Antonella Canavese, che, per confutare la sua tesi animalista, aveva preso a prestito delle frasi estrapolate dal sito web di Federcaccia nazionale, associazione alla quale non appartiene. «Alle provocazioni animaliste – sottolinea il presidente Marco Salvadori – si è purtroppo ormai abituati. Quello che desta meraviglia è la velocità e la leggerezza con cui pubbliche amministrazioni di grande tradizione e cultura di governo cedono il campo e operano incomprensibili retromarce, rinunciando a far prevalere il bene comune, in questo caso la gestione della fauna e del territorio e il rispetto di regole e procedure , per la pressione di esigue minoranze».
Emilio Chiorazzo
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