Caso Granchi, il Comune cerca una mediazione
POMARANCE. Ancora luci puntate sulla crisi che in cui versa la ditta Granchi. Nello specifico, quale futuro per i siti estrattivi presenti nel territorio comunale per i quali l’azienda ha fatto...
POMARANCE. Ancora luci puntate sulla crisi che in cui versa la ditta Granchi. Nello specifico, quale futuro per i siti estrattivi presenti nel territorio comunale per i quali l’azienda ha fatto richiesta di coltivazione, e per i lavoratori in cassa integrazione. Per questo si sono incontrati in Comune rappresentanti dell’amministrazioni, del consiglio comunale e dei sindacati. «E’ stato fatto il punto sulla situazione - dice il sindaco Loris Martignoni - soprattutto relativo ai siti estrattivi presenti». Granchi ha richiesto a suo tempo di avviare lavori di estrazione dalla cava situata in località Gabbri, nelle vicinanze di Montecerboli, e da una seconda situata in zona S. Emilia, poco fuori Pomarance. «Per la cava della zona Gabbri il procedimento di autorizzazione è più avanzato – spiega – a breve si chiuderà la fase istruttoria, dopo di che sarà valutato il rilascio del permesso». La questione S. Emilia è diversa. «Per S. Emilia siamo in attesa di alcuni documenti suppletivi richiesti alla Granchi – dice Martignoni – in particolare un’analisi sulla consistenza del materiale della cava». Se ci sono, in sintesi, i presupposti di economicità in merito all’avvio dei lavori. E’ stato inoltrato un ricorso al Tar di cui si attendono gli esiti, da parte di un gruppo di cittadini contrari all’apertura della cava, che andrebbe a collocarsi a circa 150 metri da una struttura agrituristica e a pochi passi dall’area protetta del bosco di Berignone. «L’amministrazione valuterà se ci sono presupposti per aprire un tavolo di dialogo con coloro che si sono opposti alla cava – dice Martignoni - i lavoratori sono disponibili, per cercare di mantenere sia lavoro che equilibrio ambientale, l’amministrazione procederà seguendo le norme di legge, la pratica è partita dall’inserimento nel piano cave, la cava può non essere aperta se c’è un impedimento legale, non è una questione politica». Nel frattempo si sta per esaurire la cassa integrazione straordinaria per circa 25 dipendenti. «I sindacati, la ditta, e i dipendenti stanno mettendo in campo le loro forze per far sì che una realtà importante del nostro territorio non sparisca, vorrei rassicurare i miei colleghi che la ditta Granchi non ha intenzioni di chiudere ma di continuare il suo progetto di ristrutturazione e di rilancio, che le forze che ha messo in campo, sia finanziarie che fisiche, hanno questo scopo, ed ad oggi è loro intenzione salvaguardare l'occupazione e l'azienda» precisa Emaunele Roccuzzo, Rsu ditta Granchi. «Per quanto riguarda i lavoratori in cassa integrazione c’è una grossa sofferenza – afferma Martignoni – stiamo cercando di capire quali siano le possibilità per aiutare le famiglie di queste persone». (g.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google