Il Tirreno

Pontedera

Cascina, dopo il suicidio della madre di 46 anni

Impiegati barricati negli uffici per la protesta di “Prendocasa”

CASCINA. Un gruppo di giovani che portano avanti manifestazioni anti-sfratto e che fa riferimento a Prendocasa è andato a protestare, nel pomeriggio di ieri, prima sotto le finestre e poi all’ingress...

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CASCINA. Un gruppo di giovani che portano avanti manifestazioni anti-sfratto e che fa riferimento a Prendocasa è andato a protestare, nel pomeriggio di ieri, prima sotto le finestre e poi all’ingresso del palazzo Bulleri, in corso Matteotti, sede dell’ufficio Casa. E, successivamente, ha spostato la protesta in municipio dove è stato ricevuto dal sindaco di Cascina, Alessio Antonelli. La protesta è stata organizzata, a sentire dagli slogan e dalla richieste al sindaco, in risposta alla tragedia dell’inizio della settimana. Una madre di 46 anni, che ha lasciato il compagno e tre figli, si è uccisa respirando i gas di scarico del motore della sua Panda, lasciandosi vincere dal timore di non riuscire a dare ai suoi figli una casa sicura. La donna, infatti, viveva in una casa in affitto ad un prezzo che non riusciva più a sostenere. Che pesava enormemente sul bilancio della famiglia. Non riuscendo a trovare un accordo con il proprietario di casa, che pure aveva accettato pagamenti anche dilazionati nel tempo, la madre si era rivolta al Comune chiedendo di essere seguita in un percorso per poter ottenere un alloggio con un canone inferiore, più facile da sostenere. Nonostante i primi incontri, la soluzione del problema era tutt’altro che a portata di mano. Poi l’estremo gesto della donna che ha richiamato l’attenzione non solo su un diffuso malessere sociale ma anche sulle condizioni di disagio degli impiegati dell’ufficio Casa e Sociale del Comune di Cascina. Il personale ha chiesto che gli uffici siano vigilati negli orari e nei giorni di ricevimento al pubblico perché sono sempre più frequenti gli episodi difficili da controllare per le reazioni di chi va a chiedere aiuto e non trovandolo se la prende con gli operatori comunali. Ieri, dopo avere sentito gli slogan dei manifestati, gli impiegati si sono chiusi all’interno degli uffici e hanno chiamato la polizia municipale.

Ai manifestanti il sindaco ha promesso un incontro per parlare del problema degli sfratti per mercoledì prossimo.(s.c.)

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