Italia
Non lavori? A dirlo saranno i colleghi con un voto anonimo
Innovativo metodo applicato ai dipendenti della Belvedere per assegnare i premi di produzione: coinvolte 40 persone
PECCIOLI. Non lavori? Te lo dicono i colleghi. Alla Belvedere Spa si punta sulla crescita dei propri dipendenti con nuove regole sul premio produttività fondate sulla meritocrazia. I dipendenti si valutano tra loro sull’impegno e sul valore generato ma dai colleghi arriva anche un contributo a migliorarsi .
La Belvedere Spa di Peccioli, gestore del ciclo dei rifiuti ha deciso di modificare i criteri di ripartizione del premio produttività seguendo un orientamento meritocratico. «È sempre più diffusa e accettata, infatti, la convinzione che il miglioramento della performance di un’azienda, pubblica o privata, dipenda dall’impegno a svolgere con convinzione ed elevata professionalità le attività previste», spiega Renzo Macelloni, presidente della Belvedere. Sulla base di ciò, Belvedere Spa ha sperimentato una modalità di ripartizione alternativa del fondo incentivante, in grado di rendere l’importo del premio proporzionale al contributo del singolo collaboratore alla crescita dell’azienda e al raggiungimento degli obiettivi. L’assegnazione del fondo ha interessato circa 40 persone. «Fino allo scorso anno gli importi venivano calcolati secondo una procedura “automatica” che non legava l’entità alla valutazione del contributo fornito dal singolo collaboratore al raggiungimento degli obiettivi. Valeva l’incentivo “a pioggia”. Modalità di attribuzione che ha vantaggi d’estrema facilità di calcolo delle somme da distribuire ma effetti negativi sulla motivazione di coloro che si impegnano con convinzione o che vanno alla ricerca del miglioramento continuo. In collaborazione col professor Alessandro Gandolfo, docente al Dipartimento di Economia e management dell’Università di Pisa è stato messo a punto un metodo di assegnazione del fondo incentivante oggettivo fondato sui nuovi criteri. La nuova procedura è commisurata ad un indicatore calcolato per ogni collaboratore dell’azienda, elaborando i punteggi e le valutazioni raccolte in modo anonimo, mediante una scheda. La Belvedere Sp stabilisce solo l’ammontare dell’importo del fondo senza entrare nel merito dell’assegnazione, il cui esito dipende esclusivamente dalle valutazioni espresse dai collaboratori. Le loro valutazioni individuali forniscono gli elementi su cui si basa la procedura di ripartizione. Valutano se stessi e i colleghi in modo rigorosamente anonimo; determinano l’indicatore da cui dipende, proporzionalmente, l’entità del premio assegnato a ciascuno di loro.
L’attribuzione dell’incentivo non porta a dare di più a chi in assoluto è emerso come il più competente o a chi ha lavorato di più in termini di orario, ma a chi è stato riconosciuto dai colleghi come soggetto che ha contribuito maggiormente al miglioramento della performance aziendali e al raggiungimento degli obiettivi. «L’auspicio è che questa esperienza di Belvedere costituisca un “caso di studio” in grado di contribuire all’avanzamento degli studi sui meccanismi di attribuzione degli incentivi e possa essere utile anche ad altre aziend», conclude Macelloni.
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