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Tartufo marzolo, tutto pronto per la mostra mercato

SAN MINIATO. Metti il tartufo marzolo nelle mani dello staff di cucina del circolo Gori, rinforzato da quello del ristorante La Gioconda che gestisce un tempio del tartufo tutto l’anno. Una bontà...

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SAN MINIATO. Metti il tartufo marzolo nelle mani dello staff di cucina del circolo Gori, rinforzato da quello del ristorante La Gioconda che gestisce un tempio del tartufo tutto l’anno. Una bontà anche lamellato su frantoiana con fagioli e soppressata, su trippa alla parmigiana (ma le portate erano 6) con la scoperta culinaria che «il cosiddetto bianchetto si presta sia ad essere gustato lamellato crudo sulle pietanze che cotto insieme come il tartufo nero», annuncia alla cena di gala Marco Nebbiai, docente all’istituto alberghiero di Castelfiorentino. Che gli ha abbinato i vini dell’azienda Agrisole (Mafefa bianco, Colorino, e Dolce rubino).

Le risorse del territorio sanminiatese non si smette mai di scoprirle. A cominciare dal capolavoro del pittore Lodovico Cardi, detto “il Cigoli”. L’opera, intitolata “Noli me tangere”, è stata restaurata dalla Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, nella ricorrenza dei 400 anni dalla morte. Ed è in questo scenario, nella cornice del Conservatorio di santa Chiara, che Fabrizio Mandorlini ha introdotto la manifestazione, mentre il sindaco Vittorio Gabbanini e per il Comitato eventi cigolesi, presieduto da Sauro Valori, lo psicologo Giampiero Montanelli, hanno mostrato un invitante cestino di tartufo bianchetto. Che sarà protagonista alla 16ª Mostra mercato del tartufo marzuolo, il 15 e 16 marzo a Cigoli, con la curiosità che il tartufo viaggerà in prima classe sul treno Freccia d’argento, ovviamente alla mostra di modellismo ferroviario del dottor Andrea Ferreri.

Un’altra curiosità l’hanno anticipata Salvatore Cucchiara, presidente dell’associazione tartufai delle colline sanminiatesi, con Riccardo Buti. «Su piantine autoctone di tartufo marzolo, si possono impiantare spore nelle radici, e così micorizzate producono naturalmente il tartufo bianchetto, la cui richiesta è in aumento. Un procedimento all’avanguardia». La richiesta non manca, anche perché il prezzo è abbordabile, 250 euro al chilo. Infine, quando il presidente della Provincia Andrea Pieroni e l’onorevole Federico Gelli ambasciatore del tartufo sanminiatese si sono complimentati, Delio Fiordispina ha ricordato che «il tartufo sanminiatese porta fortuna. Fu consegnato a Enrico Letta e divenne premier, idem quest’anno consegnato a Matteo Renzi».

Luciano Gianfranceschi

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