Il Tirreno

Pontedera

Un’azienda per 100 addetti sulle ceneri dell’ex Cdc

Un’azienda per 100 addetti sulle ceneri dell’ex Cdc

Pontedera: si chiude con la liquidazione la storia del colosso informatico di Gello Il futuro è in mano a Dell’Artino e Zecchi: «Abbiamo la possibilità di ripartire»

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PONTEDERA. Ci sono un passato da gestire e un futuro da costruire. La storia Cdc segna una battuta d’arresto, i soci hanno deliberato la messa in liquidazione. Ed è un passaggio che è parte del piano concordatario in continuità con assuntore che dà il via all’operatività della nuova società, dal nome poco fantasioso di New Co, che dall’inizio di marzo subentrerà negli attivi e nei passivi dell’ormai ex società informatica. Stessa sede, a Gello di Pontedera, ma prospettive rinnovate. Resta il core business della distribuzione e vendita di prodotti informatici ma si punta a rafforzare le attività a valore aggiunto e la gamma dei prodotti a marchio Kraun. Sono 97 i posti di lavoro salvati in base all’accordo sindacale siglato all’inizio dell’anno «ma contiamo di assumere altre dieci persone», dicono Enrico Dell’Artino e Stefano Zecchi. Gli attuali manager che hanno gestito la fase di crisi della Cdc adesso si mettono al timone della New Co, anche in veste di soci.

Il nuovo. Ciò che nasce è da leggere mantenendo la prospettiva che diciotto mesi fa c’era il rischio di mettere la parola fine a una realtà che per anni ha garantito volumi occupazionali di ben altro respiro. Solo nel 2012 i livelli occupazionali tra l’area logistica e quella commerciale si attestavano sui 280 addetti. Oggi resta una struttura capace di garantire una prospettiva occupazionale a un centinaio di lavoratori, 14 Cash&Carry e a livello di reti commerciali la svolta nel segno del franchising, niente più negozi di proprietà, puntando sulle catene Computer Discount ed Essedì. Tra gli obiettivi il recupero delle vendite sul canale online nel segmento business to business. Per i restanti lavoratori resta una manciata di mesi in regime di cassa integrazione straordinaria, fino al prossimo 10 giugno, e poi la mobilità.

Il piano. Con l’omologa del concordato da parte del tribunale di Pisa, depositata in cancelleria il 30 gennaio, gli attivi e i passivi concordatari adesso verranno trasferiti alla società di nuova costituzione (New Co) le cui quote saranno cedute a un veicolo (Hold Co). L’assemblea straordinaria dei soci Cdc ieri ha deliberato la messa in liquidazione e nominato il commissario liquidatore Roberto Onniboni. Sarà lui ha gestire il passaggio della liquidazione della società quotata Cdc Point Spa. Non è prevista la quotazione in Borsa della società di nuova costituzione (New Co) che interverrà quale assuntore, né sono stati previsti diritti di opzione a favore degli attuali azionisti della Cdc Point.

I protagonisti. La carica di presidente in New Co sarà ricoperta da Enrico Dell’Artino, che ne è anche l’azionista di maggioranza, ed è l’Ad uscente in Cdc, mentre il ruolo di direttore generale sarà affidato all’altro socio Stefano Zecchi, attuale responsabile dell’area finanza dell’azienda di Gello.

«L’impegno è di portare avanti con decisione uno sviluppo più coerente con l’evoluzione del mercato, puntando sulle attività a maggior e valore aggiunto – dice Dell’Artino –. La società resta capofila dell’associazione d’imprese che gestisce il data center della regione Toscana. Inoltre, c’è l’impegno a sviluppare il marchio Kraun che in questi mesi è tornato ad avere una presenza significativa con prodotti, come tablet e smartphone, che rendono l’offerta adeguata al mercato». Non è tempo di proclami, sul tavolo restano le ceneri dell’ex Cdc. «La dimensione del progetto che abbiamo messo in campo è stata ritenuta credibile sia dal pool di istituti di credito, sono sei tra locali e nazionali, che dai creditori che in termini di volumi di credito hanno approvato il piano all’89,65%». E conclude: «I nuovi azionisti si sono fatti carico di una situazione difficile. Rimarrà tale anche per i prossimi mesi ma contiamo nel più breve tempo possibile di attestarci su un volume di fatturato mensile nell’ordine dei 5 milioni di euro che garantirebbe il riequilibrio economico. Risultato che stimiamo di raggiungere entro l’anno». (m.m.)

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