Il Tirreno

Pontedera

santa croce

Le anime renziane divise sui candidati alle primarie Pd

SANTA CROCE SULL’ARNO. Al gruppo dei 16 risponde quello dei 60. È guerra fra i “renziani” di Santa Croce, che si dividono intorno al percorso intrapreso da Patrik Tancredi. Uno scontro a chi più...

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE SULL’ARNO. Al gruppo dei 16 risponde quello dei 60. È guerra fra i “renziani” di Santa Croce, che si dividono intorno al percorso intrapreso da Patrik Tancredi. Uno scontro a chi più incarna lo spirito del “rottamatore”, ma che in realtà nasce da logiche prettamente locali. Ad aprire il botta e risposta è una nota firmata da 16 iscritti del Pd di Santa Croce, di area renziana, ma che «già da diverso tempo – si legge - si è distaccato dal gruppo che sostiene Tancredi, le cui proposte sembrano tutt’altro che renziane, ha deciso di sposare le idee e i programmi di Giulia Deidda. Perché come lei questo gruppo vuole mantenere i valori del centrosinistra puntando al rinnovamento e alla partecipazione. Siamo quindi aperti a condividere programmi e idee per costruire una nuova Santa Croce con Giulia, che ha dimostrato impegno e coerenza».

Pronta la replica di Andrea Masula, ex coordinatore del comitato Renzi, e sottoscritta da 61 renziani santacrocesi. «Diffidiamo fermamente il gruppetto – dice – dal definirsi “renziani”. Questo perché il diritto di chiamarsi tali, che oggi fa politicamente comodo, presuppone anche il dovere di comportarsi come tali. I renziani di Santa Croce si sono distinti per aver ingaggiato fin dall’inizio la battaglia per le primarie. Senza il coraggio di Patrik Tancredi, che ha lanciato il guanto di sfida all’apparato, oggi ci troveremmo di fronte ad un unico candidato scelto dal partito. Pensiamo pertanto che la scelta del gruppetto sia dettata da una logica di pura convenienza, non certo da opportunità politica. Per puntare a qualche ruolo di rilievo, è ovvio che queste persone siano state costrette a fare pubblica abiura del progetto di rinnovamento di cui per mesi si sono riempiti la bocca, tornando in seno a quella parte del partito che a Santa croce decide del buono e del cattivo tempo. Il cambiamento presuppone coraggio e impegno». (g.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani