Il Tirreno

Pontedera

Acque agitate sul bacino di Roffia il caso è sul tavolo del prefetto

di Giacomo Pelfer
Acque agitate sul bacino di Roffia il caso è sul tavolo del prefetto

San Miniato, Astro chiede il controllo sul bacino remiero e il cantiere per la cassa d’espansione L’amministrazione comunale è pronta a terminare i lavori con il criterio della somma urgenza

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SAN MINIATO. Arriverà anche sui tavoli del prefetto lo scontro tra gli abitanti di Roffia e l’amministrazione di San Miniato. È quanto emerso nella partecipata assemblea di martedì alla chiesa di Ontraino, dove l’Associazione per la salvaguardia territoriale di Roffia (Astro) ha rivelato di aver chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto Francesco Tagliente. Incontro già fissato per il prossimo martedì, che servirà a ripercorrere la lunga vicenda del bacino remiero, dalla sua nascita fino ai lavori per la cassa d’espansione. Opera per la quale l’associazione è decisa a chiedere la revoca alla direzione dei lavori al Comune.

Le posizioni restano ferme, nonostante l’incontro di martedì, voluto dal sindaco Vittorio Gabbanini, per fare chiarezza sulle ragioni dello stop ai lavori e sulla linea adottata dal Comune per arrivare al completamento dell’opera. Completamento divenuto essenziale per la sicurezza, dopo circa un anno di stop del cantiere causato dal fallimento delle due imprese che si sono avvicendate nell’appalto. Gabbanini ha sottolineato la difficoltà, in una situazione del genere, a superare i necessari tempi burocratici per la ripresa dei lavori. Allo stesso tempo ha difeso la tempestività con cui sono state eseguite le operazioni di somma urgenza. Il tutto grazie alla disponibilità di una serie di imprese del territorio, che sono riuscite a rinforzare l’argine prima della seconda piena del 10 febbraio. Lavori che adesso il Comune vuole portare avanti fino alla conclusione dell’opera, sfruttando sempre il criterio della somma urgenza, quindi senza bisogno di gara d’appalto e sempre con l’aiuto delle imprese locali. Il tutto per un investimento complessivo superiore ai 3 milioni.

«Per farlo – ha spiegato Gabbanini – servirà una revisione delle legge regionale. È una strada che abbiamo concordato con il governatore Rossi. Se saremo bravi e le aziende ci verranno dietro potremmo finire l’opera entro settembre». Sul bacino di Roffia, tuttavia, incombe anche una sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche, che nei mesi scorsi aveva annullato alcuni espropri compiuti negli anni ‘90 nei confronti della Draga Borgioli.

«Se dovremo fare degli espropri li faremo – ha detto il sindaco –. Intanto i lavori devono andare avanti». Critico, tuttavia, l’intervento della presidente Astro Assunta Primaverina, che ha puntato il dito sulla «incapacità nel gestire il rapporto con le ditte incaricate, vista la mancanza di fideiussioni e garanzie». Da qui la richiesta di «un esame serio sull’intera vicenda. Per questo – ha detto – abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto, per avere un soggetto istituzionale terzo che possa assicurare un controllo».

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