Il Tirreno

Pontedera

Alla mensa aziendale con gli operai

Alla mensa aziendale con gli operai

Il presidente della Toscana ha visitato anche il reparto produzione della Pentair

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VICOPISANO. Prima un giro tra i reparti accompagnato dal responsabile Vittorio Brundu. Poi un pranzo a base di zuppa di farro insieme ai dipendenti nella mensa aziendale. Il viaggio del presidente della Toscana, Enrico Rossi, con l’assessore regionale allo Sviluppo economico Vittorio Bugli, fa tappa alla Pentair (ex Nocchi Pompe), appartenente all'omonima multinazionale con sede a Minneapolis, negli Usa, dove ha visto da vicino la produzione di pompe idrauliche e valvole per il trattamento delle acque. E dove è stato informato anche del tetto da 10mila metri quadrati completamente ricoperto di pannelli fotovoltaici che ha reso l'impresa altamente competitiva sul mercato. Più volte Rossi ha avuto espressioni di compiacimento per quello che gli veniva spiegato durante il giro della fabbrica dove lavorano ben 275 persone. «Abbiamo adottato il sistema produttivo lean manufactoring, letteralmente produzione snella – ha spiegato Brundu – inventato dai giapponesi della Toyota. Consiste nell'eliminazione degli sprechi, dal tempo di percorrenza tra un reparto e l'altro all'ottimizzazione degli spazi, fino alla sistemazione di piccoli magazzini vicino alle linee produttive che vengono riforniti ogni ora». Nello stabilimento di Lugnano, Pentair realizza 300mila pompe idrauliche e 220mila valvole per il trattamento delle acque, vendendole all'85% all'estero. «La debolezza del mercato interno è uno dei problemi che denunciano gli imprenditori – ha detto Rossi – Ma girando per la regione ci si rende conto che la Toscana, malgrado abbia subito una forte contrazione economica, sia composta da tante realtà che si sono rimboccate le maniche e che hanno accettato la sfida di non arrendersi alla crisi. Per queste ci saranno i 900 milioni di fondi europei che assegneremo in base a bandi mirati, senza sprecare nemmeno un euro. E per chi localizza non ci saranno finanziamenti». La Pentair può essere inserita proprio nella sezione delle aziende che hanno saputo trasformare un problema in un opportunità. Alla fine del 2010 una tempesta di vento ha danneggiato una porzione di tetto del fabbricato. L'azienda è rimasta chiusa per tre giorni, perché nel sotto tetto c'era eternit. Invece di rattoppare o rifare semplicemente la copertura con i metodi tradizionali, è stato deciso d'investire 3,6 milioni di euro con l'inserimento di 4.100 pannelli solari. Da qui la produzione di 1,3 milioni di kilowatt ora, circa 200mila in più del fabbisogno energetico dell'azienda con il surplus rivenduto in conto energia alla rete nazionale. «Quello che prima per noi era un costo – ha ripreso il manager della Pentair – ora è azzerato. Anzi, ci guadagniamo e riusciamo a essere più competitivi sul mercato. Se pensiamo che in Francia, a cose normali, l'energia costa il 20% in meno rispetto all'Italia e che da noi questa voce dei bilanci aziendali è ulteriormente cresciuta negli ultimi tempi si capisce la bontà dell'investimento che siamo riusciti a fare».

Andreas Quirici

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