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Concia, breccia in America Latina
Le aziende propongono la comparazione delle pelli per affermare la qualità
SANTA CROCE. La comparazione per far breccia nell’industria calzaturiera e della pelle dell’America latina. è lo strumento con cui i conciatori del distretto di Santa Croce sull’Arno si proporranno all’attenzione degli imprenditori d’Oltre oceano. «Nell’ottica di far conoscere la qualità della nostra concia, nella prossima edizione della fiera brasiliana Couromoda verranno confrontati prodotti calzaturieri realizzati nello stesso modo ma con la pelle conciata nel distretto santacrocese e in concerie di altri Paesi – afferma il direttore dell’Assoconciatori Piero Maccanti –. Nonostante qualche problema di crescita il Brasile resta un mercato promettente e apre alla nostra industria opportunità nuove che vanno colte, seppur con la cautela che è necessario usare quando ci si confronta con mercati che non si conoscono completamente».
La strategia arriva in scia alle conferme che la pelle del distretto santacrocese ha raccolto sul mercato brasiliano. Dopo i primi contatti avviati la scorsa estate sull’asse Santa Croce-San Paolo, con la partecipazione dell’Assoconciatori al Francal, evento di punta tra le fiere dell’America latina per il comparto cuoio-calzaturiero, si è concretizzato un ulteriore passaggio nell’evoluzione dei rapporti tra il mercato brasiliano e il polo conciario santacrocese. Indicazioni importanti, infatti, arrivano ancora una volta da San Paolo, a pochi giorni dalla conclusione della manifestazione fieristica Couromoda, che per la prima volta ha ospitato una delegazione del distretto, presente in una sezione dedicata della fiera, individuata dal logo “Pelle di Toscana” e organizzata con il contributo di Toscana Promozione e Camera di Commercio di Pisa.
In tutto tredici le concerie del Comprensorio del Cuoio a Couromoda, evento che apre l’anno di lavoro dell’industria calzaturiera e della pelle dell’America latina, articolato in 4 giorni di fiera nella seconda metà di gennaio, con 80mila visite medie di professionisti del settore per duemila espositori presenti e 64 Paesi di tutto il mondo coinvolti. «La crescita dell’export e la penetrazione dei nostri prodotti nel mercato brasiliano – conclude il vicepresidente Assoconciatori Alessandro Francioni– possono rappresentare per il nostro comparto un’occasione importante, pur se siamo consapevoli di alcune insidie cui far fronte, come le politiche fiscali di quei Paesi che rendono oneroso per i produttori locali acquisire dall’Italia pelli di qualità».
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