Con il fiato sospeso per l’argine rinforzato
Di nuovo emergenza nella zona del bacino di Roffia. A Casteldelbosco verifiche sul sistema di funzionamento delle nove cateratte sotto la ferrovia
SAN MINIATO. La macchina dell’emergenza si è messa in moto subito, ieri mattina, anche nei comuni del Valdarno, con l’attivazione dei centri operativi comunali e gli avvisi di criticità diramati tramite volantini e messaggi in rete. Fino alla serata di ieri, ad ogni modo, non si segnalavano situazioni di particolare emergenza, ovviamente in attesa dell’ondata di piena prevista per la notte. Osservato speciale, ovviamente, il bacino di Roffia, dove le nuove precipitazioni hanno riacceso paure e preoccupazioni dei residenti. Dopo i giorni di lavori a ritmo serrato, si attende adesso di verificare la stabilità dell’argine lungo il margine ovest del lago, rinforzato con terra e massi nei giorni scorsi dopo la paurosa piena del 31 gennaio. Allarme massimo, fino dalle 6 di ieri mattina, con la distribuzione di volantini di allerta in tutta l’area della campagna sanminiatese a ridosso del’Arno, dall’area di Roffia fino alla zona industriale di Ponte a Egola, con le classiche raccomandazioni di sicurezza. Sul territorio di San Miniato, comunque, non si registravano fino a ieri sera situazioni di particolari emergenza derivanti da allagamenti o frane, fatti salvi alcuni piccoli smottamenti di terra già rimossi nel corso della giornata. Nel comune di Montopoli, invece, dopo le proteste e le accuse reciproche, stavolta si è scelto di mettere subito alla prova il funzionamento delle cateratte nei pressi di Casteldelbosco. Nel primo pomeriggio, infatti, operai del Comune e tecnici delle Ferrovie hanno testato una ad una le nove cateratte, riscontrando qualche problema di funzionamento per alcune di esse. «Quelle principali, comunque – spiegava ieri sera il sindaco Alessandra Vivaldi – sono risultate perfettamente funzionanti. Se sarà necessario, quindi, stavolta provvederemo subito alla chiusura». Nel resto del territorio montopolese si sono verificati anche due piccoli smottamenti, uno in via Pineta a Montopoli, l’altro in via Malvecchiaia a Marti, con l’intervento immediato delle imprese incaricate dal Comune. Massima attenzione per gli affluenti dell’Arno, a cominciare dai torrenti Chiecina e Ricavo, ingrassati rapidamente dalle piogge. Nessuna chiusura o limitazione alla viabilità neppure nel comune di Santa Croce, ad eccezione di alcune strade minori nei pressi della provinciale Francesca bis: via Chimenti, via del Ramo e via del Castellare, per le quali l’amministrazione, nella serata di ieri, non escludeva una possibile chiusura per precauzione nel corso della notte. Nelle fosse lungo la strada, infatti, il livello dell’acqua aveva ormai raggiunto quello della carreggiata. Fin dal primo mattino, intanto, erano già entrate in funzione le idrovore dell’Antifosso per alleggerire la piena dell’Usciana.
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