I lavori all’area di Gello bloccati da un ricorso
I cantieri dovevano aprire in questi giorni, ma un’impresa s’è rivolta al Tar Un contenzioso legato alle modalità d’appalto: oggi si conoscerà la sentenza
PONTEDERA. I cantieri, per trasformare la zona industriale di Gello, avrebbero potuto essere aperti già in questi giorni.
Il progetto che dovrà essere realizzato, parla di adeguamento tecnologico e ambientale: aree wi-fi; posteggi, illuminazioni led, abbellimento dell’intera area. Un progetto che ruota intorno a un finanziamento della Regione Toscana di quasi 2 milioni di euro e che, una volta portato a compimento, permette a quell’area di fregiarsi dell’etichetta di area industriale Apea, con vantaggi - come l’accesso a crediti agevolati - per le aziende che ne fanno parte.
Ma l’apertura dei cantieri, al momento, è sospesa: anzi, è appesa a una sentenza del Tar - che potrebbe arrivare già stamani (l’udienza in tribunale c’è stata ieri). Una delle imprese escluse dall’appalto ha fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale - nei confronti del Comune di Pontedera e dell’Unione dei Comuni della Valdera - ritenendo “anomala” l’offerta presentata dalla ditta che si è aggiudicata i lavori.
La storia. A dicembre del 2013 il dirigente del Secondo settore Progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici ha aggiudicato definitivamente l’appalto dei lavori di riqualificazione dell’area produttiva di Gello in favore della impresa Cogedi Slr. È stato fatto con una procedura aperta, espletata in modalità telematica dall’Unione della Valdera per conto del Comune di Pontedera. A metà gennaio, invece, è stato notificato davanti al Tar della Toscana un ricorso, proposto dalla costituenda Ati, associazione temporanea di impresa Castaf Srl e Slesa Spa nei cofronti di Comune e Unione, per l’annullamento della determinazione del dirigente del Comune, sull’aggiudicazione dell’appalto. «Abbiamo assegnato quei lavori – spiega il sindaco di Pontedera Simone Millozzi – con la procedura dell’offerta economicamente più vantaggiosa».
Questo per evitare l’altra procedura, del massimo ribasso, che troppo spesso ha provocato disagi, problemi e ritardi nei lavori. La procedura usata dal Comune di Pontedera per la riqualificazione dell’area di Gello tiene conto non solo dei vantaggi economici ma anche della qualità dell’offerta. «Un percorso più lungo, più laborioso – sottolinea Millozzi – che, però, come stiamo vedendo, alla fine, porta anche a qualche rischi odi contenzioso: le offerte ricevute erano tutte anomale, anche quelle che non si sono aggiudicate i lavori e che hanno presentato ricorso».
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