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Paura a Ponsacco invasa dall’acqua
Già a metà mattinata i megafoni della protezione civile avevano informato della probabile esondazione dell’Era
PONSACCO. «Voglio andare dai miei figli, sono a casa da soli. Li avevo lasciati per pochi minuti per andare a fare la spesa ma quando sono tornata indietro c’era l’acqua». Si dispera una giovane madre quando, arrivata sul ponte sul Cascina, a pochi metri dal centro storico di Ponsacco, trova la strada sbarrata. L’acqua è già alta almeno cinquanta centimetri, non è possibile avventurarsi neppure a piedi. A presidiare via Valdera C e tutte le strade che portano nel quartiere alluvionato ci sono le forze dell’ordine, la polizia municipale, insieme a vigili del fuoco e protezione civile che danno una mano alle persone in difficoltà.
Il primo obiettivo è quello di soccorrere un malato di Sla che abita in via Mascagni. «Ha la casa allagata, dobbiamo portarlo via al più presto», dicono i soccorritori del 118. Attendono i vigili del fuoco con mezzi anfibi. Fa parte dell’equipaggio dell’ambulanza, che resta a lungo bloccata al ponte e deve poi fare un percorso alternativo, anche il padre della ragazzina di 15 anni morta nel sonno pochi giorni fa. L’infermiere è lì, con uomini e donne delle associazioni di volontariato e della protezione civile pronti a soccorrere - e le richieste sono tante - persone che all’improvviso si trovano con l’acqua che sale a vista d’occhio fino a entrare nelle case e nei negozi portando distruzione. Una parte della cittadina si ferma: moltissime le persone che, alla fine di una mattina di lavoro, non riescono a tornare a casa. Molti cittadini, che abitano nelle zone alluvionate, escono di corsa da casa dopo aver sentito gli avvisi della protezione civile e quando tornano trovano il caos. C’è chi quando vede la strada trasformata in un lago si ferma e tenta di passare in ogni modo: sguardi di preoccupazione. «Mai visto niente del genere, sembra di essere tornati all’alluvione del ’66». C’è chi piange, chi si dispera al pensiero della casa allagata. Ognuno racconta i propri disagi, chiede un passaggio sulla jeep dei vigili del fuoco per raggiungere le case. Tante emergenze diverse: la madre anziana da sola in casa, l’acqua per un neonato. Arrivano automobilisti che non hanno fatto in tempo a spostare le macchine dopo gli avvisi della protezione civile che già a metà mattinata è passata con auto e megafoni per informare del rischio di una possibile esondazione dell’Era. Già a metà mattina, infatti, erano stati segnalati possibili cedimenti degli argini. Nessuno immaginava che di lì a poco la situazione sarebbe precipitata. Fino a quel momento solo le famiglie di via Maremmana erano isolate. A mezzogiorno non si contano più le famiglie da aiutare. I cittadini si rimboccano le maniche e mentre i vigili del fuoco pensano alle persone più deboli, come anziani e bambini, cercano di aiutare i vicini di casa. È il caso di una donna disabile aiutata a salire al primo piano della sua abitazione per metterla al sicuro dai rischi dell’alluvione. In via Da Palestrina i soccorritori, fermati dai cittadini di via Chiavaccini, tardano ad arrivare. Due donne, rimaste isolate in fondo alla strada, chiedono aiuto ad un conoscente che con una ruspa le accompagna a casa e le aiuta a mettere insieme le cose. Disagi e paura anche alla casa di riposo “Giampietri” dove l’acqua ha allagato una cucina. Tutti gli ospiti sono stati portati al primo piano dell’edificio nel timore di allagamenti.
«La situazione di Ponsacco è obiettivamente molto grave». Lo ha affermato il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, dopo aver effettuato un sopralluogo in elicottero sulle zone alluvionate. In serata, nella zona colpita dall’alluvione, l’acqua ha cominciato a defluire. Notevoli i disagi per la mancanza di energia elettrica.
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