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Pontedera

Viaggio nelle non stazioni dove a vigilare è un cartello

di Francesca Suggi
Viaggio nelle non stazioni dove a vigilare è un cartello

Dopo la tragedia di Aurora Cei, ecco come si presenta la sicurezza nelle stazioni della provincia di Pisa. Da S. Frediano a San Miniato, passando per Navacchio, Cascina e San Romano sono tutte automatizzate, controllate da Pisa e munite di sottopassi pedonali

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CASCINA. Manca quella mano che, metaforicamente, tira le orecchie a chi attraversa le rotaie senza pensare che il sorriso potrebbe spegnersi in un soffio. Non ci sono più quei divieti magari urlati, sicuramente scanditi, da una uniforme (sia del capostazione oppure delle forze dell’ordine) a fare da deterrente come succedeva una volta. Multe severe poche. Fischi di avvertimento, solo un ricordo. A “vigilare” che nessuno varchi quei binari della morte nelle “non stazioni” lungo la tratta Pisa-Empoli, solo cartelli di divieto di attraversamento e avvisi sonori. E a proteggere e garantire l’incolumità ci sono quei sottopassi, aimé, troppo spesso ignorati.

Così il “modello Cascina”, la tomba di Aurora, studentessa di 15 anni travolta dal treno mentre attraversa la ferrovia, diventa il format che caratterizza le stazioni di San Frediano a Settimo, Navacchio, San Romano, San Miniato-Fucecchio (Pontedera è esclusa). «Sono tutte automatizzate da anni, sia per quanto riguarda la biglietteria che per il controllo della circolazione dei treni che viene fatta da remoto, da Pisa», spiega Flavio Scheggi, portavoce dell'azienda del gruppo Ferrovie dello Stato.

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Trenitalia e Rfi - Rete Ferroviaria Italiana – tengono a specificare che il ruolo del capostazione (anche se in questi casi è assente) è quello di controllare la movimentazione dei treni e gestire la circolazione. Stop. Non sono guardie ne guardiani. Allo stesso modo, anche in presenza di eventuale personale alla biglietteria, il compito degli addetti non è quello di vigilare su chi attraversa o meno i binari. Tutto vero. Eppure la presenza dell’uomo, prima di essere fagocitata da politiche di razionalizzazione e globalizzazione, era da sempre un punto di riferimento. Per riempire vuoti e degrado che troppo spesso sono quello che resta, oggi, nelle stazioni.

«Nelle stazioni ci sono i sottopassi a garantire l’incolumità delle persone, con i cartelli di avviso di non attraversamento e sonori», ribadiscono da Ferrovie. Nel caso della stazione di San Miniato-Fucecchio, il sindaco Vittorio Gabbanini tanto si è battuto, negli anni, per riuscire a riportare una “biglietteria tradizionale” all’interno. Inutilmente. «L’ultimo incontro con Rfi c’è stato lo scorso anno, il sindaco si è sempre battuto per portare maggior decoro e umanizzazione in un luogo centrale per la vita del paese», dicono dal Comune. I sottopassi ci sono. È vero. Eppure ci sono casi in cui questi passaggi si allagano: succede alla stazione di San Romano. L’ultimo episodio è di pochi mesi fa. A novembre il sottopasso si trasforma in una piscina e viene chiuso al transito con transenne per un paio di settimane. Per andare dall’altra parte, pedoni e ciclisti sono costretti a utilizzare, con non poche polemiche, il passaggio pedonale per il sotto attraversamento dei binari oppure allungando la strada dal sottopassaggio di via Gramsci.

Dal Comune di Cascina ci tengono a sottolineare che i sottopassi di San Frediano, Navacchio e del capoluogo sono perfettamente agibili. «Non si può certo dire che le loro condizioni inducono ad attraversare i binari in altro modo, mettendo a rischio l’incolumità», chiudono dall’amministrazione.

I funerali di Aurora. Ancora non è certo quando la famiglia potrà organizzare il funerale: al momento non risulta che ci sarà una cerimonia in chiesa. La salma è alle cappelle del commiato di Cascina e poi sarà cremata (probabilmente sabato).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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