Meningite, per i due bambini i medici sciolgono la prognosi
SAN MINIATO. Sciolta la prognosi clinica. Il bambino e la bambina colpiti da meningite meningococcica alcuni giorni fa a San Miniato stanno bene. Lo ha detto al nostro giornale il direttore della...
SAN MINIATO. Sciolta la prognosi clinica. Il bambino e la bambina colpiti da meningite meningococcica alcuni giorni fa a San Miniato stanno bene. Lo ha detto al nostro giornale il direttore della Pediatria Medica dell’Ospedale Meyer a Firenze, Massimo Resti. Circa poi il possibile nesso fra i due eventi, Resti ha parlato del principio generale secondo cui se non ci sono stati contatti diretti, il contagio non si trasmette.
Si avviano ad una fase nuova e più tranquillizzate, due situazioni che hanno comprensibilmente suscitato viva preoccupazione anche per la vicinanza nei loro tempi. La stagione fredda, inoltre, è quella in cui questi quadri clinici appaiono più di frequente, non esistono zone di focolaio epidemico, ma è sufficiente ad esempio un episodio d’otite trascurata a porre le premesse per un possibile coinvolgimento delle meningi, le membrane nervose che avvolgono e proteggono il midollo spinale ed il cervello.
In tal senso, la ricerca medica ha registrato progressi. In particolare, l’Agenzia italiana per il farmaco ha dato parere positivo al nuovo vaccino Novartis contro il meningococco B (la forma più frequente fra i 70 casi di meningite batterica che avvengono in Toscana, mille in Italia ogni anno, con una mortalità del 13%), da somministrarsi a due, quattro e sei mesi d’età. Anche l’adulto può vaccinarsi con due somministrazioni. Il farmaco è sicuro e, fra gli effetti collaterali, può provocare talvolta solo un po’ di febbre.
Le fasce più a rischio sono la prima infanzia e l’adolescenza. In sostanza, ha precisato Chiara Azzari dell’Università di Firenze, con il vaccino, casi come quelli dei due bambini di San Miniato non sarebbero successi. Le società scientifiche Medici pediatri(Fimp), Società italiana di pediatria, Siti e Fimmg (Medici di medicina generale) propongono inoltre l’inserimento tra quelli offerti attivamente e gratuitamente ai lattanti. Starà alle Regioni decidere l’impiego di tale profilassi nei prontuari farmaceutici.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
