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IL FUTURO DELLA SCUOLA

Tre le soluzioni possibili per il nuovo polo dei licei

SAN MINIATO. Tre soluzioni possibili dove costruire il nuovo polo dei licei del Valdarno, destinato un giorno ad accogliere il liceo scientifico Marconi e il liceo delle scienze umane Falchi di...

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SAN MINIATO. Tre soluzioni possibili dove costruire il nuovo polo dei licei del Valdarno, destinato un giorno ad accogliere il liceo scientifico Marconi e il liceo delle scienze umane Falchi di Montopoli. Tre le idee rimaste sul tavolo, illustrate nella consulta di San Miniato dall’assessore Chiara Rossi e dall’architetto Paolo Posarelli, curatore dello studio di fattibilità per il ritorno del liceo nella città della Rocca. «Quando siamo arrivati in Comune – ha ricordato Rossi – partivamo dal presupposto che il liceo non sarebbe tornato, perché uno studio della Provincia dimostrava che la vecchia sede della scuola non garantiva spazi sufficienti». Ad ogni modo la collocazione nel comune di San Miniato non è mai stata in discussione, ma la scelta del sito più adatto ha segnato il confronto degli ultimi anni. «Il tavolo tecnico-politico voluto dalla Provincia – ha proseguito Posarelli – ha permesso innanzitutto di scartare l’ipotesi del polo scolastico all’interporto. Così abbiamo analizzato tutte le altri soluzioni, da San Romano fino a Ponte a Elsa. Alla fine, però, la scelta è ricaduta sull’area di via Catena, per la presenza dell’Itc Cattaneo che rappresenta una polarità forte e consolidata». Da qui le tre soluzioni: quella avanzata dallo studio di Posarelli di realizzare il nuovo edificio nel pianoro del parcheggio Benvenuti, oppure di spostarlo in basso, in una delle due vallate a sud o a nord di via Catena, la prima rivolta verso Cigoli, la seconda verso San Miniato Basso, «anche se quest’ultima, secondo me – ha detto Posarelli – è la soluzione meno adatta perché si tratta di una zona d’ombra». L’area del vecchio liceo, invece, di fronte al Cattaneo, ospiterà la palestra e le strutture sportive. «La necessità è quella di decidere a breve – ha spiegato Rossi – anche in vista di nuove risorse per l’edilizia scolastica che dovrebbero arrivare dallo Stato. Contiamo anche nella sensibilità del ministro Carrozza nei confronti della nostra zona». Ad ogni modo, la questione sarà anche un ottimo banco di prova per la credibilità della nascente Unione del Valdarno. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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