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“Gaia accettami su Facebook”: l’amore ai tempi dei social
Ecco la supplica vergata a mano sulla parete esterna di una scuola di Pontedera. Inviateci scatti simili che magari documentano il cambiamento del linguaggio... amoroso
PONTEDERA. L'amore ai tempi… dei social network. Una volta sui muri degli istituti superiori si leggevano dichiarazioni d'amore di altro genere, magari anche molto esplicite (con chiari inviti a elargire le virtù femminili da parte di adolescenti in piena tempesta ormonale) , sfoghi velenosi di amanti respinti (l'epiteto tr… o put… spopolava), per non parlare dei messaggi a sfondo politico/sociale o delle offese a presidi e professori.
Oggi si sfruttano bombolette spray e muri di cinta come estensioni della Rete. Una richiesta di amicizia su Facebook, ad esempio, può essere rafforzata da una "supplica" vergata a mano sulla parete di un liceo (succede a Pontedera). Ecco quindi "Gaia, accettami su Facebook".
Per non parlare degli strafalcioni grammaticali, sempre presenti, anche in ere lontane, ma che oggi trovano sui "murales" un'estensione del linguaggio sciatto e ossessivamente abbreviato dei social. Se vi capita imbattervi in scatti come quello che pubblichiamo, testimonianze del cambiamento dei tempi, spediteceli (per mail a web@iltirreno.it oppure con un post sulla pagina Facebook): li raccoglieremo in una fotogallery.
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