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Pontedera

Vespa pronta a dare gas, arriva l’attesa ripresa

di Manolo Morandini
Vespa pronta a dare gas, arriva l’attesa ripresa

Pontedera, gli analisti finanziari prevedono mercati in crescita a doppia cifra. Azienda e sindacati a confronto per stringere sulla solidarietà

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PONTEDERA. La sofferenza per Piaggio è finita. In vista c’è una inversione di tendenza con crescita a doppia cifra sia in Italia che in Europa, dopo gli ultimi quattro anni di mercati in frenata. Gli analisti finanziari sono concordi: nel 2014 ci sarà la svolta per le due ruote a motore. Le stime di Mediobanca Securities annunciano volumi in Europa nel 2014 e nel 2015, rispettivamente del +12% e del +15%, quelle di Banca Akros per l’Italia un’impennata del 10% nel 2014 e in Europa del 5% anno su anno. Resta necessaria la cura, con il contratto di solidarietà difensivo per lo stabilimento di Pontedera, ma potrebbe rivelarsi una medicina meno amara del previsto.

Qui Pontedera. Le previsioni degli analisti sono concordi e arrivano in scia all’accordo siglato dal Gruppo con i sindacati per l’estensione della solidarietà a tutti i reparti. Con i dettagli che verranno fissati nell’intesa che sarà discussa tra la direzione e le rappresentanze dei lavoratori il prossimo mercoledì 15 al tavolo dell’Unione industriali a Pisa. Uno scenario sembra annunciare quella ripresa che il presidente del Gruppo di Pontedera Roberto Colaninno aveva tratteggiato più volte. Del resto, nell’incontro di metà ottobre con i sindacati aveva detto con chiarezza che se la situazione dei mercati fosse rimasta quella attuale e la crisi non fosse precipitata su Pontedera non c’era alcuna intenzione di fare operazioni strane di riduzione del personale. Altra storia per Aprilia, che non manca di avere dei riflessi anche su Pontedera perché è alle Meccaniche si fa una parte dei motori 750 cc.

Mercati contratti. C’è un mercato che su scala europea è passato dai 2,5 milioni di veicoli venduti nel 2007 a un milione dello scorso anno. Mentre in Italia nello stesso periodo la flessione è di circa il 70%, con un consuntivo a fine 2013 che registra un calo del 20% sul 2012. E non va meglio sul fronte dei veicoli commerciali, con una perdita secca del 35%. Le vendite di Piaggio in Europa e in Italia sono il 45% del totale del Gruppo, con una quota di mercato globale del 17% che sale al 26% negli scooter che ne fanno il principale produttore. Anche sui mercati asiatici Piaggio è riuscita a difendere le quote di mercato. In India è il secondo più grande produttore di veicoli commerciali dopo Bajaj, dominando un terzo delmercato del segmento delle tre ruote.

Il piano industriale. Gli esperti della società indipendente Kepler Cheuvreux, leader in Europa nell’ambito dell’intermediazine azionaria, si aspettano una maggiore attenzione di Piaggio su quelle parti del business del gruppo che danno maggiori risultati e sui marchi più forti, con la Vespa in testa che nel 2013 è arrivata va rappresentare il 40% della redditività del Gruppo in termini di Ebitda, ovvero al netto delle politiche finanziarie e di bilancio sono i guadagni legati alle produzioni caratteristiche dell’azienda. E poi c’è il dato legato alla geografia della Casa di Pontedera con l’Asia da cui arrivano in Europa il 90% dei dividendi generati a livello di Gruppo. E anche le possibilità di sostenere gli investimenti. Il nuovo piano industriale del Gruppo è atteso entro il primo trimestre dell’anno.

In sella alla Vespa. C’è una certezza: i marchi Piaggio mantengono le quote di vendita, sono presenti e in alcuni casi leader del segmento, seppur su mercati in forte contrazione come volumi. E hanno un potenziale ancora inespresso. Gli esperti di Kepler Cheuvreux puntano il dito su quello della Vespa, che vende quasi un terzo di unità in meno rispetto a un’altra icona come la Harley-Davidson in tutto il mondo, ovvero 185mila veicoli contro 260mila nel 2013.

L’osservatorio Ancma. «È ancora presto per parlare di una vera ripartenza del mercato, ma dobbiamo considerare in modo cautamente favorevole i miglioramenti registrati». Così Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma l’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori. Che aggiunge: «La legge di stabilità è piuttosto deludente e se non si incide concretamente sul cuneo fiscale, mettendo a disposizione delle aziende e dei lavoratori risorse significative, la ripresa sarà ancora lenta e contradditoria».

Eppure il presidente Ancma non nasconde i segnali in positivo. «Da un lato si registrano aspettative migliori per gli ordini futuri, così come la crescita delle esportazioni, ma dall’altro non si limita il calo dell’occupazione. Non si sono ancora risolte le restrizioni al credito, nonostante un costo del denaro ai minimi da parte delle Bce». E conclude: «Continueremo a lavorare e a batterci affinché si possa riequilibrare la situazione delle tariffe assicurative che soffocano il mercato e possibilmente offrire condizioni di credito accessibili anche ai più giovani che non hanno un impiego tradizionale, ma lavorano e sono in grado di investire sui nostri veicoli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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