Il presidio
Gli alberi maestosi di Villa Toscanelli sono dei monumenti
Pontedera, 5 piante secolari inserite nell’Albo della Regione In tutta la provincia sono quattordici gli esemplari tutelati
PONTEDERA. Svetta nel cielo ma affonda le radici nell’Ottocento. Maestoso e rigoglioso c’è un Abete di Douglas che abita nel parco di Villa Toscanelli, alto 50 metri e con una maxi circonferenza di oltre tre metri. Numeri da guinness che ne fanno un monumento verde capace di spodestare il Platano pontederese, alto 45 metri, che vive a qualche decina di metri di distanza. E con loro altri tre esemplari che da sempre vivono nel parco della storica dimora a mezza via tra Pontedera e Ponsacco. Tutti passati al vaglio della Consulta tecnica regionale per le aree protette e la biodiversità della Regione Toscana.
Gli Highlander di foglie e rami con base nel parco di Villa Toscanelli, disegnato nell’Ottocento da Antonio della Gherardesca, uno dei più autorevoli interpreti dell’architettura romantica, sono il segno dell’importanza di un giardino in cui sono ancora numerosi gli esemplari di piante, fiori e arbusti rari. A fregiarsi del riconoscimento di “Monumento” ci sono anche un Cedro, una Tuia gigante e un Ginepro siriano. Tutti antecedenti al 1900 e in attesa di farsi scoprire dai visitatori. Il Primo maggio il parco della Villa apre le porte e a indicarli ci sarà un cartello a norma di legge: “Albero monumentale protetto ai sensi della L.R. 60/98”.
Da Volterra a Pontedera sono quattordici gli alberi monumentali. Giganti verdi che hanno superato guerre, affrontato gelate e forse anche qualche altro pericolo. Ultracentenari da ammirare e curare come fossero opere d’arte. La legge regionale a tutela di queste piante ne vieta l'abbattimento o il danno, pena una sanzione amministrativa che varia da un minimo di 500 a un massimo di 5mila euro per ogni esemplare.
Volterra cede il primato di ospitalità, accogliendo nel suo territorio ben 4 Highlander di foglie e rami scivola dietro Pontedera, che con i nuovi ingressi sale a cinque. Sul Colle etrusco un Leccio, alto 25 metri si trova in località Sant’Anastasio, la Rovella a Pignano, il Cerro a La Stregaia e l’altro Leccio-sughera a Molino d’Era. Alcuni si trovano in terreni pubblici, e sono quindi facilmente visitabili, mentre molti altri sono di proprietà privata, impiantati chissà quando nel tempo, e spesso è difficile poter dare loro una sbirciatina, se non sono ben segnalati o pubblicizzati dai loro proprietari.
A Ponsacco c’è un Rovere che affonda le sue radici nella tenuta di Camugliano. A fargli compagnia un Cerro che estende la chioma per 43 metri. Più piccolo, si fa per dire, il Rovere di Terricciola in località Pieve a Pitti che può contare su una larghezza di fusto di 5,10 metri. C’è poi una serie di aspiranti monumenti in attesa di passare al vaglio della commissione regionale. Esame che, invece, ha superato a pieni voti la Farnia di Tonzana, piantata nel Settecento a Santa Maria a Monte. Svetta nel cielo per quaranta metri ed ha una circonferenza che sfiora i cinque metri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
