Referendum sull’Unione parte la raccolta di firme
San Miniato, Rifondazione promuove la creazione di un comitato ad hoc Anche per Ferraro e Quaglierini è mancato il coinvolgimento dei cittadini
SAN MINIATO. «Vogliamo che siano i cittadini a decidere se delegare una parte importante delle decisioni a un gruppo ristretto di persone, neppure elette ma nominate, oppure se preferiscono continuare ad avere vicinanza e controllo verso chi li amministra, e magari anche qualche strumento in più». Non ha dubbi Rifondazione comunista di San Miniato dopo il voto flop nei consigli comunali della Città della Rocca e di Santa Croce sull’Arno per l’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto dell’Unione dei Comuni del Valdarno Inferiore. Al punto che per la costituzione del Comitato referendario consultivo che darà il via alla raccolta firme per chiedere che si indica un referendum sull’Unione dei Comuni organizzano un incontro pubblico mercoledì 8 gennaio alle 21 alla Casa del popolo della Catena.
L’ipotesi referendaria prende quota in scia ai tentennamenti registrati nelle aule dei due consigli e alla vigilia dei passaggi nei consigli di Montopoli Valdarno e Castelfranco di Sotto. «Non farlo vorrebbe dire aver paura della volontà della gente», sottolinea Rifondadzione. Che aggiunge: «Nel corso del consiglio comunale del 30 dicembre, grazie anche al nostro voto contrario, sono stati bocciati lo statuto e l’atto costitutivo della cosiddetta Unione dei Comuni, un ulteriore ente che se costituito comprenderebbe i comuni di San Miniato, Santa Croce, Montopoli e Castelfranco, comuni che di fatto su molte materie consegnerebbero la loro sovranità a questo organismo decisionale ristretto, in cui la rappresentanza popolare e il controllo sarebbero drammaticamente ridotti».
Rifondazione propone una prospettiva alternativa. «Invece di allargare la partecipazione dei cittadini alle decisioni che li riguardano si sta cercando di costruire un’architettura amministrativa in cui sempre meno persone decideranno per tutti – sostiene –. Invece di aumentare il controllo dal basso degli amministratori si cerca di metterli sempre più al riparo di critiche e controlli».
Anche i capogruppo Roberto Ferraro Fi-Pdl San Miniato e Letizia Quaglierini Fi Santa Croce rilevano che la nascita dell’Unione «non può essere una decisione di pochi, né essere deliberata alla “chetichella” a fine anno in maniera affrettata, ma necessita di un approfondito coinvolgimento e confronto con i cittadini, cosa che invece è mancata assolutamente. La popolazione era ed è assolutamente all’oscuro del reale significato dell’Unione».
In prospettiva Ferraro e Quaglierini rilevano che a San Miniato e Santa Croce «le assenze fra i consiglieri del Pd hanno impedito che la “riforma” potesse essere approvata. Evidentemente anche in casa Pd non si conosce il progetto o non è stata condivisa l’urgenza di dare vita alla “chetichella” a un ulteriore e nebuloso orpello burocratico. A seguito della sonora bocciatura, l’argomento sarà portato nuovamente all’attenzione dei consigli comunali fra qualche settimana, nella speranza dei proponenti che gli ordini di scuderia del Pd vengano metabolizzati da un numero sufficiente di consiglieri. Ipotesi possibile considerato che per le votazioni successive alla prima, la legge si accontenta di maggioranze non qualificate».
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