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Luci e ombre sul web per il pranzo solidale dell’Oasi di S. Donato

Luci e ombre sul web per il pranzo solidale dell’Oasi di S. Donato

SANTA MARIA A MONTE. Non voleva farlo sapere e per qualche giorno gli è pure riuscito. Poi, quel pranzo di Natale offerto a oltre cento nuovi poveri, il 23 dicembre, nel suo ristorante “Oasi al Lago”...

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SANTA MARIA A MONTE. Non voleva farlo sapere e per qualche giorno gli è pure riuscito. Poi, quel pranzo di Natale offerto a oltre cento nuovi poveri, il 23 dicembre, nel suo ristorante “Oasi al Lago” di San Donato è rimbalzato di voce in voce, fino ad arrivare alle maxi orecchie del Tirreno. E a quel punto ha dovuto cedere e svelare il suo gesto di solidarietà.

“Di certo qualcuno ora dirà che lo fa solo per farsi pubblicità, ma intanto lui lo fa! Bravo!”. Una delle tante voci quella di Marilena Bova che si sono interessate alla storia e che più di altre sintetizza il dibattito tra i lettori a suon di messaggi sul nostro sito: www.iltirreno.it.

Giulio Campinotti ha organizzato un pranzo davvero speciale. E i più non hanno dubbi sulla portata del suo gesto: oltre un centinaio di nuovi poveri di Santa Maria a Monte invitati su sua richiesta tramite il Comune. “Quando qualcuno fa qualcosa di buono è giusto raccontarlo e dare l’esempio”, sostiene Paolino Paperino. E lo fa a chi giudica il tutto una trovata pubblicitaria che poco ha a che vedere con la beneficenza. E a dargli manforte è Thunder Dark “I ristoratori o chi pensa male possono provare a fare come ha fatto lui se ne hanno forza, volontà e coraggio. L’esempio? Per me è positivo”.

Migliaia le persone che si sono interessate alla storia del pranzo solidale e tanti i messaggi di commento. Tra cui quello di Dario Accorsi: “Sono nuove forme di pubblicità subliminale”. A smontarlo è Maurizio Novi: “L’articolo l’ho fatto fare io che sono un cliente, appena appresa la notizia, e il gestore nemmeno voleva”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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