Alla Botte l’Arno produrrà energia elettrica
Tra Calcinaia e Vicopisano il progetto di una centrale idroelettrica di un’azienda di Novara
CALCINAIA. Un salto di quattro metri che vale oltre 5 Gigawattora di energia elettrica all’anno. Tanto il potenziale che scorre sotto le arcate del ponte che collega le due sponde dell’Arno su cui passa la strada provinciale 1 della Botte. A metterci gli occhi è un’azienda del novarese, la Innovation consulting group Srl di Romagnano Sesia, che in quel luogo immagina di realizzare un mini impianto idroelettrico che sfrutti le acque del fiume.
“Si è studiata una soluzione progettuale che minimizzasse l’invasività dell’intervento nei confronti del fiume, sfruttando le infrastrutture esistenti e scegliendo una tipologia di turbina tale da risultare pressoché totalmente mascherata all’interno dell’alveo dell’Arno”, spiega l’ingegner Edoardo Libralato nella Relazione tecnica a supporto del progetto per il quale la Provincia di Pisa ha avviato il procedimento per verificare la necessità di valutazione d’impatto ambientale dell’opera che insiste sul confine tra Calcinaia e Vicopisano.
Il procedimento ha preso il via lo scorso 18 dicembre e c’è tempo fino all’1 febbraio per presentare le osservazioni al progetto che è consultabile dal sito internet della Provincia di Pisa e agli albi dei due Comuni. “Non saranno realizzate nuove opere di intercettazione in alveo, ma si procederà alla semplice regolarizzazione della sommità della briglia esistente, la cui orizzontalità risulta oggi compromessa in seguito all’azione delle numerose piene intercorse a partire dalla data della sua realizzazione – spiega il progettista –. Si ripristinerà, quindi, esclusivamente la briglia in massi non intasati”. Il tutto insiste sulla sponda destra dell’Arno, su un’area demaniale. Anche il locale tecnico e la cabina elettrica che si prevede di realizzarli all’interno di un edificio esistente, in località San Giovanni alla Vena, un tempo a servizio di un dismesso frantoio di materiale inerte.
Sullo stesso salto del fiume aveva messo gli occhi a fine 2011 anche la bresciana Iniziative Energetiche Sostenibili Srl. Per l’ipotesi di un impianto da 15,7 Gigawattora all’anno esaminata dalla Provincia di Pisa l’iter aveva disposto a marzo del 2012 la valutazione d’impatto ambientale, ma da allora tutto si è fermato.
Manolo Morandini
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