Italia
Rientra l’emergenza scuolabus grazie alla mediazione del prefetto
Dopo il fallimento dell’impresa Falaschi, trovata l’intesa per garantire il servizio di trasporto agli oltre tremila alunni di 13 comuni
PONTEDERA. Prefetto, curatore fallimentare della Falaschi Srl, sindacati e sindaci dei 13 Comuni interessati al trasporto degli alunni si sono riuniti in Prefettura e hanno trovato una soluzione. Alla riapertura della scuole, il 7 gennaio, gli oltre 3.000 alunni dei comuni interessati potranno continuare ad utilizzare gli scuolabus per andare a scuola. Alcuni sindaci dei Comuni della provincia di Pisa avevano manifestato al prefetto Francesco Tagliente la loro preoccupazione per la situazione della ditta di trasporti Falaschi, ormai in fallimento. Alla riapertura delle scuole, in assenza di un'intesa, rischiava di non essere garantito il servizio di scuolabus. Per tentare una soluzione al problema il prefetto ha quindi convocato il curatore fallimentare della Falaschi, professor Mario Venezia, i sindacati (Cgil, Cisl e Uil), i sindaci dei Comuni interessati (San Giuliano Terme, Volterra, Pomarance, Fauglia, Castelnuovo Val di Cecina, Crespina, Castellina Marittima, Riparbella, Guardistallo, Montescudaio, Calcinaia, Terricciola e Capannoli) e la dottoressa Elena Mutinelli in rappresentanza della ditta Falaschi. Il prefetto ha chiesto preliminarmente di gestire la sopravvenuta emergenza chiedendo l'impegno e la disponibilità di tutti per arrivare a giugno e consentire così ai sindaci di trovare le soluzioni amministrative. Il curatore ha condiviso con il prefetto l'opportunità dell'esercizio provvisorio fino al 30 giugno, con la collaborazione dei sindacati e l'impegno dei sindaci a mantenere per tutti i Comuni la commessa e pagare nei termini contrattuali le somme dovute. L'esito dell'incontro, a cui hanno partecipato anche il direttore dell'Inps Angelo Valenti e quello dell'Inail Giovanni Lorenzini, è stato accolto con grande soddisfazione dai sindacati e dai sindaci. Il curatore fallimentare della Falaschi ha comunicato che la problematica oggetto della riunione riguarda anche altri 19 Comuni delle province di Firenze, Grosseto, Livorno, Novara, Venezia, Ancona, Savona, Macerata e Genova.
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