Il presidio
Multa da cinquemila euro a noto medico di famiglia
Il dottor Massimo Tesi racconta la vicenda: «L’Asl mi ha sanzionato perché occorre la Scia per eseguire piccoli interventi chirurgici ambulatoriali»
MONTOPOLI VALDARNO. Mentre Asl e Regione fanno un gran parlare della necessità di organizzare meglio sul territorio i servizi di assistenza sanitaria, il dottor Massimo Tesi, di Marti, medico di famiglia e in quanto tale dipendente dell’Asl 11 di Empoli, consigliere comunale d’opposizione del gruppo “Montopoli Futura”, denuncia un caso di cui, suo malgrado, è stato protagonista. Il medico fa ambulatorio nei locali della scuola del paese che sono di proprietà del Comune. «Alcuni mesi fa un paziente al quale avevo trattato con diatermocoagulazione un fibroma cutaneo – racconta Tesi in presenza dell’avvocato Luca Scarselli – mi ha denunciato all’Asl. Sosteneva che l’intervento, che prima di questa vicenda facevo tranquillamente ai miei pazienti evitando loro di rivolgersi all’ospedale, non era ben riuscito e che gli era rimasta una cicatrice». Tesi, messo al corrente della segnalazione all’Asl, ha informato l’Ordine dei medici della provincia di Pisa. Poco dopo è arrivata, negli ambulatori comunali, un’ispezione dell’Asl mirata ad accertare quando Tesi eseguiva prestazioni di chirurgia ambulatoriale e quali erano le condizioni degli ambulatori.
«Dopo questa denuncia, ovviamente, non sono stato accusato di esercizio medico della professione in quanto è normale che un medico possa fare queste prestazioni per lesioni fibrotiche benigne. Mi è però stata contestata una sanzione da 5mila euro in quanto non avevo presentato la Scia, o richiesta di inizio attività. Francamente mi chiedo quanto tutto questo sia opportuno. Si vuole portare l’ospedale sul territorio e poi se un medico eroga prestazioni ambulatoriali ai propri assistiti, che in questo modo avevano un’opportunità di risolvere il problema vicino a casa, scopre che per prima cosa arriva la burocrazia».
Tesi, prima di pagare, ha chiesto di essere sentito, come previsto dalla legge, ma la polizia municipale, che nel frattempo era stata interessata dall’Asl della vicenda, non lo ha fatto. «Omissione questa – spiega l’avvocato Scarselli – che sarebbe stata sufficiente per impugnare e annullare gli atti della presunta violazione e di conseguenza le sanzioni amministrative. In secondo luogo, e questo è l’aspetto giuridicamente più rilevante, l’articolo 26 comma 1 della legge regionale a cui hanno fatto riferimento gli operatori dell’Asl per applicare la sanzione non sarebbe neppure contestabile ai medici convenzionati, come è appunto il dottor Tesi».
Ovviamente il caso ha costretto il medico ad “arretrare” rispetto ad un servizio che prima era in grado di garantire ai suoi pazienti, facendo pagare cifre contenute (al massimo 50 euro). «Mi chiedo quanto tutto questo sia utile al cittadino», domanda Tesi.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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