Il Tirreno

Pontedera

Frana il tetto dell’antica cantina di Villa Toscanelli

di Sabrina Chiellini
Frana il tetto dell’antica cantina di Villa Toscanelli

L’allarme dei proprietari: «Se non riusciamo a far decollare il recupero, perderemo un bene prezioso»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Alcuni casolari rurali del Settecento che facevano parte della Fattoria La Cava che ha il suo punto centrale nell’antica villa Riccardi Toscanelli sono franati da anni. Ma ora lo scorrere del tempo comincia a mettere in pericolo altri edifici storici, più strettamente legati al corpo centrale della Fattoria e alla villa stessa. Nei giorni scorsi è franata una parte del tetto della storica cantina: un edificio, ormai lasciato a se stesso cominciato a costruire alla fine del Settecento e terminato nel 1850. Un patrimonio storico che sarà inghiottito dall’incuria. I proprietari della Fattoria La Cava, dopo avere messo in sicurezza, al suono di milioni di euro, i tetti della villa e di alcuni casolari si sono dati uno stop. Per prima cosa la crisi induce a valutare ogni investimento in maniera attenta. Ma subito dopo c’è il timore che l’impegno e lo sforzo economico per mantenere in piedi un patrimonio che può essere importante per Pontedera e la Valdera non sia sufficientemente in sintonia con le decisione che i Comuni di Ponsacco e Pontedera avrebbero dovuto prendere ormai da tempo rispetto al piano di recupero e di sviluppo che era stato presentato dalla proprietà già durante la legislatura dell’ex sindaco Paolo Marconcini che si era speso abbastanza per fare in modo che la villa potesse essere valorizzata.

Negli anni successivi sia a Pontedera che a Ponsacco sono partite non poche lottizzazioni ma quella di villa Riccardi Toscanelli è sempre rimasta nel cassetto. Le amministrazioni comunali, questo l’orientamento sostenuto anche dalla Regione, non vogliono costruire in collina. In pianura la proposta presentata dalla proprietà per realizzare un campo da golf, creare posti di lavoro e provare a dare un aiuto all’edilizia locale non ha trovato sostenitori.

Il Comune di Ponsacco si è defilato. Pontedera prende tempo. Il sindaco, Simone Millozzi, non è intenzionato - e lo ha detto chiaramente ai proprietari della Fattoria - a concedere le concessioni edilizie per tutti i volumi che sono stati autorizzati e sono dunque previsti dal regolamento urbanistico. Un orientamento questo emerso subito dopo l’elezione a sindaco di Millozzi e che negli anni è rimasto immutato.

«Ma se non posso costruire e mettere in moto un progetto che punta sul turismo – dice Gianni Pesce a cui fa riferimento la società proprietaria della Fattoria – è evidente che non sono in grado di continuare a “buttare” soldi sulla villa e sugli edifici, sapendo che resteranno lì inutilizzati». Quando la villa è stata acquistata c’erano premesse molto diverse.

«Con Ponsacco – dice Pesce che parla a nome della proprietà – non è mai stato possibile avere un dialogo. Con Pontedera ci stiamo provando ma la situazione è molto complessa, dal mio punto di vista». L’imprenditore punta ad ottenere quello che è stato autorizzato dal sindaco Marconcini o comunque concessioni che non straccino la quantità dei volumenti precedentemente autorizzati. «Un imprenditore che investe milioni di euro – aggiunge Pesce - dovrà almeno avere un ritorno nell’operazione? Se parte il piano di recupero possiamo valorizzare la villa e il parco. Altrimenti io non riuscirò a realizzare questo intervento ma sarà solo per colpa mia».

Recentemente del progetto si è parlato anche in Regione. A metà gennaio l’assessore regionale Anna Marson (urbanistica e pianificazione del territorio) dovrebbe venire a Pontedera per un sopralluogo alla villa e rendersi conto di persona delle potenzialità del progetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani