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Pontedera

A lezione a 50 anni, così si impara a creare un’impresa

di Andreas Quirici
A lezione a 50 anni, così si impara a creare un’impresa

Al Triangolo Verde la sfida dei partecipanti al “DouBleMaster” Insegna a trasformare le idee imprenditoriali in una start-up

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PECCIOLI. Le strade sterrate che portano alla discarica gestita dalla Belvedere sono avvolte dalla nebbia.

Sembra una metafora del disorientamento che sta procedendo la crisi su tutte le fasce d'età.

Una mancanza di riferimenti che i partecipanti al DouBleMaster, che si svolge al Triangolo verde dello stesso sito di raccolta e smaltimento dei rifiuti cercano di superare con nozioni di economia, marketing e web 2.0 ("Quasi 2.5", afferma Alessandra Ciabuschi, una delle docenti).

Imparare a far nascere una start-up attraverso un'idea imprenditoriale è l'obiettivo di tutti i presenti: giovani sotto i 30 anni e ultra cinquantacinquenni, le "categorie" ammesse al master dalla Belvedere e la Banca popolare di Lajatico, i due partner di questa iniziativa, giunta alla terza edizione. Significativa la presenza di chi non ha più un'età da primo impiego, ma non ancora da pensione ed è rimasto senza un posto o è deficitario di elementi per adeguarsi ai tempi che incombono.

Lavorano duramente a fianco dei giovani per arrivare in fondo al progetto. «L'entusiasmo e l'esperienza», dice Daniele Salvadori, direttore dell'istituto di credito che si è reso disponibile per un eventuale finanziamento di quelle idee che potrebbero risultare interessanti al termine del percorso didattico.

«La concretezza è la vera novità di quest'anno», dice Renzo Macelloni, presidente della Belvedre.

«Questo master è un'opportunità - spiega Francesco Poidomani, 59 anni di Peccioli, ex lavoratore agricolo rimasto senza lavoro - Abbiamo la possibilità d'imparare cose nuove da mettere in pratica. Non ho ancora un'idea imprenditoriale e neppure i soldi per eventualmente avviarla. Ma è importante il fatto di poter far parte di un gruppo che ha la prospettiva di giocarsi la chance di un aiuto da una banca».

Soldi, quindi, ma non solo, perché tra gli "over" c'è anche chi lavora, ma vuole migliorare le proprie basi imprenditoriali.

«Mi occupo di lavoro e cooperazione - dice Marco Messina, anche lui cinquantanovenne di Ghizzano - e questo master per me rappresenta un accrescimento delle mie competenze». La sua idea di una eventuale start-up s'intreccia con tecnologie da impiegare nel rilevamento alcolemico «per dare un contributo contro le morti da incidenti stradali».

Ma come si fa ad avviare una nuova impresa? «Ci sono nozioni da imparare - spiega Ciabuschi e la sua collega Cristiana Bonsignori della Execo Hr di Milano che cura le docenze - ma soprattutto serve capire che la crisi si può superare. Per questo non ne parliamo molto se non come un elemento tecnico che ha avuto un effetto sull'economia e sulle vite delle persone».

Del resto, parlare di start-up significa anche infondere fiducia. Altrimenti poi nessuno crede di potercela fare ad aprire una nuova azienda.

«L'entusiasmo è fondamentale - affermano Alessandro Dal Canto, 21 anni, di Pontedera e Gianluca Venturi, diciannovenne forcolese - così come la curiosità d'imparare cose nuove».

Nel loft dalle pareti a vetro, situato proprio dentro la discarica, i partecipanti al master sono divisi in gruppo. Sui tavoli ci sono blocchi, penne, post-it e Ipad. Le insegnanti girano per per la sala intrattenendosi con "gli studenti" e cercando di stimolare la discussione. I più anziani sono quelli che interagiscono maggiormente con Ciabuschi e Bonsignori quando si parla di cose concrete, di tutti i giorni. I giovani intervengono di più quando il confronto affronta temi teorici. Un contrasto curioso, dal quale si spera possano emergere progetti fattibili.

Ma non è un master da consigliare solo a imprenditori. «Credo che potrebbe essere molto utile anche anche per gli amministratori pubblici, perché offre nozioni e metodi di lavoro», dice Stefano Tognarelli, ex assessore del Comune di Pontedera, oggi dipendente di quello di San Miniato che ha 50 anni e non sarebbe potuto rientrare nel gruppo di partecipanti (visto che era riservato a chi aveva superato i 55), ma che in qualità di socio della banca ha fatto richiesta di poter partecipare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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