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Troppe tasse, Palazzo Viti verso la chiusura

Troppe tasse, Palazzo Viti verso la chiusura

La storica dimora-museo comincerà dalla vendita degli arredi. «Un grave danno turistico per il Colle»

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VOLTERRA. Troppe tasse comunali e classificazioni catastali vessatorie, lo storico e inestimabile Palazzo Viti va verso lo smantellamento prima, e la chiusura, forse, poi. A ribadire l’allarme già lanciato lo scorso anno al sindaco di Volterra, Marco Buselli, è il proprietario della storica Casa museo Palazzo Viti. «Le tasse comunali e le classificazioni catastali vessatorie, mi costringono a cominciare a vendere l’arredamento della parte museale del palazzo. È una scelta obbligata, perché il palazzo non è vendibile per mancanza di acquirenti. Poiché il catasto dei fabbricati non ha avuto revisioni dal 1936, la parte museale del palazzo che non ha riscaldamento, bagni e ascensore, è sempre considerata abitazione di lusso», spiega l’imprenditore. «La rendita catastale del primo piano del palazzo, ora adibita a museo, arriva da sola 5513,17 euro; è una casa che d’inverno non è abitabile».

Una riflessione sui musei pubblici. «Il Museo Etrusco e la Pinacoteca costano alla cittadinanza centinaia di migliaia di euro, il Palazzo Viti fa lo stesso servizio a costo zero, grazie al volontariato della famiglia». Si parla di smantellamento: «Il prossimo anno mi rivolgerò alle case d’asta per l’antiquariato in modo da riuscire a vendere l’arredamento del museo. La chiusura della casa-museo, conosciuta nel mondo e citata dalle guide, specialmente straniere, costituirà un danno rilevante per Volterra ed una ulteriore riduzione del turismo». E chiude: «In 14 anni di apertura del palazzo non ho mai partecipato ad un convegno programmatico per il turismo organizzato dal Comune; alla faccia della collaborazione fra pubblico e privato per la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale.

Francesca Suggi

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